La torta diplomatica ricetta.

In questo momento di buio in Europa, dove tutto sembra andare verso il disastro, proviamo a risollevarci con la torta diplomatica.
Per prima cosa comprate la farina se ne trovate ancora….

Gli italiani sono un popolo strano, hanno cominciato a far man bassa di generi alimentari.

Se scoppia la guerra almeno moriamo con la pancia piena devono pensare.

Sempre per colpa dell’Ucraina ricordo il più grande approvvigionamento da quando ho memoria, era scoppiata la centrale nucleare di Černobyl’, chi ha la mia età si ricorderà l’accaparramento di generi alimentari, una follia collettiva una vera guerra per compare merce a lunga scadenza. Alcuni stanno finendo adesso le scorte di allora.

Ora le sanzioni più che danneggiare la Russia sembra danneggiare piuttosto l’Europa, ma soprattutto noi italiani. Ora se vendi gas, petrolio, grano qualcuno nel mondo che lo compri lo trovi sempre, Cina per prima, che se ne guarda bene dal fare sanzioni alla Russia se mai nuovi accordi commerciali.

Noi italiani chiaramente siamo i più mal messi di tutti, le nostre sanzioni ai russi li fanno sorridere, “basta grana…..” certo non avendo più mangime per gli allevamenti è il rincaro energetico gli allevamenti chiuderanno….

Torniamo alla torta diplomatica

La ricetta non sarebbe difficile di per se e che ci vuole tempo tanto tempo e tanti passaggi e soprattutto tanti ingredienti non è che la fai in un minuto, e poi c’ sempre il rischio che qualcosa vada storto e tutto vada a puttane.

Ingredienti

Sale in zucca, tanta buona volontà, un pizzico d’ipocrisia, molto coraggio un po’ di arrendevolezza e tantissimo buon senso.

Nel frattempo non accaparratevi tutta la pasta e olio che trovate.

PS “Non abbiamo soldi” dicono gli scappati di casa che ci governano, ieri al parlamento hanno votato 13 miliardi in più per spese militari. Totò direbbe ” e io pago ” meditate gente meditate.

Vi ricordare del recovery fund ? Neanche gli scappati di casa se vi può consolare.

30 pensieri riguardo “La torta diplomatica ricetta.

  1. Sembra una situazione vissuta nel 2020, ad inizio pandemia quando, se non sbaglio, c’era l’accaparramento al lievito. Dico, va bene fare scorta, ma correre a fare delle super spese, tenendo conto, soprattutto con i prodotti deperibili, che si andrebbe a produrre un grande spreco di cibo inutilizzato, mi sembra un pochino ino esagerato.

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  2. …ma che ci dovremo fare, poi, con tutta ‘sta farina ?
    Che dopo un po’ fa pure le tarme… a meno di non voler allevare pure quelle.
    Magari fritte non sono male. Ah no, che per friggere serve l’olio di semi.

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  3. Senza l’appoggio angloamericano Draghii oggi sarebbe un oscuro impiegato di Banca d’Italia, probabilmente addetto alla pulitura dei locali WC. Lo scrivo da mezzo parente di funzionari di Banca d’Italia assunti insiema a Ciampi, che non amano neanche un po’ il funzionario delle banche d’investimento USA.
    E’ a dir poco scandaloso che una marionetta di una banca d’affari USA sia oggi il presidente del consiglio, senza che nessuno, in parlamento, alzi la manina per fare presente la circostamza. Sicuramente nessuno nel PD lo farebbe, perchè altrimenti il primo che capita farebbe notare i milioni di euro incassati da Romano Prodi ad opera del governo cinese.
    Stupisce che i Signori “scusi lei spaccia?” e la Signora “Sono Italiana, sono cristiana” non si espongano per quello che -in un paese normale- sarebbe un gol a porta vuota.
    A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca.

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