Ieri lunga fila all’ufficio postale, dovuto all’entrata del green pass di oggi. Figlia e i pagamenti che nell’era tecnologica si possono pagare direttamente solo all’ufficio postale.

Figlia ieri mattina mezz’ora prima dell’apertura del ufficio postale era già in coda, in realtà era la prima…..

Dolce consorte si era ridotta all’ultimo giorno, bisognava necessariamente pagare dei bollettini una cinquantina, operazioni possibile solo direttamente all’ufficio postale. Siamo nel 2022 e siamo andati su Marte, ma la pubblica amministrazione è ancora ai primi del 900. Al capo c’è Brunetta detto l’infame.

La coda all’ufficio postale si è man mano allungata, e all’apertura dell’ufficio era già lunghissima, soprattutto anziani no vax che da oggi avrebbero dovuto presentare un inutile green pass regalo dei rancorosi scappati di casa che ci governano. Non ha nessuna giustificazione scientifica serve solo a capire quanto sono stronzi partendo dall’alto, alto arrivando all’ultimo degli scappati di casa che stanno nel palazzo del potere.

Gli anziani già incazzati d loro, alla fila che si allungava vertiginosamente cominciavano a dare in escandescenze.

Aperti gli sportelli, c’erano solo tre impiegati, altri 4 erano a casa col virus nonostante fossero tutti vaccinati.

Il delirio è stato totale. Inoltre facevano entrare poche persone per volta, nuove disposizioni, costringendo gli anziani fuori a rimanere in piedi, tra mille proteste. Immagino il ghigno di soddisfazione dell’infame Brunetta, lo vedo saltellare tutto felice contento per le lunghe file.

Chiaramente nelle lunghe file c’erano anche i vaccinati….

Figlia come detto aveva una cinquantina di bollettini da pagare. visto la quantità dei pagamenti l’impiegata ha cominciato a piangere silenziosamente… figlia si è sentita in colpa. La fila fuori aumentava. Brunetta godeva fino all’orgasmo.

Tre impiegati per tutto, tre eroi.

Figlia proponeva soluzioni alternative per venire incontro all’impiegata. Assunta momentaneamente alla posta, aiutava l’impiegata con la compilazione dei bollettini, chiaramente la parte toccante all’ufficio.

Dopo circa un’ora avevano finito. Figlia si è ripromessa di portare un regalo all’impiegata per la sua gentilezza.

Nel frattempo la coda era aumentata, gli impiegati erano sempre tre, ma finalmente l’impiegata che aveva monopolizzato figlia era disponibile anche per gli altri.

27 pensieri riguardo “Ieri lunga fila all’ufficio postale, dovuto all’entrata del green pass di oggi. Figlia e i pagamenti che nell’era tecnologica si possono pagare direttamente solo all’ufficio postale.

  1. E sarà sempre peggio.
    Giusto questa mattina si è verificata la situazione che avevo immaginato qualche tempo fa: per fortuna non era la posta, ma ero alla banca per versare dei contanti che servivano a coprire un assegno che mi uscirà domani. Non una somma astronomica, ma comunque un malloppetto niente male, da gonfiare una tasca.
    La tempesta perfetta: io privo di lasciapassare, impiegati paranoici ligi alle norme senza appello (ci sta, è il primo giorno, poi molleranno), fila già bella gonfia causa controlli da parte degli impiegati paranoici di cui sopra.
    C’era il caso che non riuscissi a fare il versamento, e che di conseguenza “bucassi” l’assegno, con rischio protesto, segnalazione CAI e tutto quel che segue.
    Col cazzo.
    Sono entrato nel vicino bar, ho preso due caffè da asporto. Uno me lo sono bevuto, l’altro l’ho offerto alla guardia giurata che staziona di fronte alla banca, insieme ad un foglietto con scritto il numero di conto corrente e al malloppetto di cui sopra. Alla guardia giurata non è sembrato vero di poter fare una cosa davvero utile: è entrata (al femminile non perchè “guardia” ma perchè è proprio una lei, ed anche carina a dire il vero), ha versato per mio conto e mi ha pure riportato la ricevuta. Ovviamente, saltando la fila. Perchè “lei può”.

    Ed ecco come il “no-vax-no-pass”, con un sorriso ed un caffè, è pure passato avanti ai “si-vax-si-pass”.

    In culo a Brunetta, se vogliamo. Dite che è un’ ingiustizia ? Io dico che è semplice buon senso. Visto che il buon senso manca dove dovrebbe essere, usiamo il nostro a nostro vantaggio. Sono bastate due persone mediamente intelligenti per risolvere il problema.

    Colgo l’occasione per ringraziare di nuovo Cinzia, Guardia Particolare Giurata della Deltapol Vigilanza di Roma. Non leggerà mai queste pagine, ma vai a sapere, chissà…

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      1. Usare il buon senso. Se fino a ieri sono entrato con l’ ausilio di una pezza sul volto (peraltro anche pericolosa, visto il luogo), ho mantenuto le distanze, non ho sputato in faccia a nessuno e comunque fra me e l’impiegato c’è sempre stata una lastra di plexiglass, non vedo ad oggi cosa dovrebbe impedire ad una persona sana di mente di farmi entrare comunque. Loro sono stipendiati per fare i bancari, non per fare i controllori. Queste “regole” hanno rotto il cazzo, non è detto che sia necessario continuare a rispettarle. Essere stipendiato è una scusa che regge, ma fino ad un certo punto.

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      2. E no. Mi spiace, posso anche non essere un pro-GP, ma non me la prendo con chi ha ordini di far rispettare le norme, piacciano o no. Come non ci si può arrabbiare col singolo operatore telefonico che ti chiama per un’offerta: al massimo, te la prendi con il gestore. Non puoi pretendere che tutti siano obiettori di coscienza (e ti parla uno che lo è stato). E, idem, le leggi possono anche “aver rotto il cazzo”, ma ci sono, e non è certo l’essere stufi che le farà cessare.

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      3. Ah, beh, certo. Ma io mica me la prendo con loro. Nel senso che non mi metto certo a fare discussioni, non ho mai discusso con un dipendente “obbligato” e nemmeno con un datore di lavoro.
        Come scritto nel commento sopra, cerco la soluzione e la trovo. Perchè c’è.
        E non pretendo nemmeno che tutti diventino obiettori di coscienza. Io non lo sono stato, anzi.
        Cerco però la “coscienza”. Se non addirittura la “scienza”, ma quella è merce troppo rara.
        Nello specifico, non dimentichiamo che queste non sono “leggi”. Sono stronzate. Sic et simpliciter.
        E sono stronzate che generano mostri. Mostri brutti, non come la follia artistica di Goya.
        Se vuoi, dai un’ occhiata al post che ho scritto oggi su FugaDaPolis (warning: non conosco il tuo status religioso, ma occhio perchè a metà circa c’è un bestemmione brutto), capirai cosa intendo.
        Se uno come me, che non ha mai saltato una fila in vita sua, oggi si è sentita non solo autorizzata ma addirittura contenta a farlo, vuol dire che qualcosa non va.
        Io non ce l’ho col dipendente che mi blocca per paura di perdere il lavoro o di prendere una multa.
        Io ce l’ho col dipendente che lo fa convinto che sia giusto.
        Con lui me la prendo eccome.

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      4. Sono completamente agnostico ma rispettoso di chiunque abbia una fede e nn me la voglia imporre. E fiero obiettore di coscienza e nn per motivi religiosi, per cui feci 20 mesi di servizio anziché 12 ma lo rifarei. Cmq per i versamenti ci sono anche i bancomat abilitati se dovessi di nuovo avere urgenza

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  2. Anche io quando ahimè debbo andare in posta mi sento male. Come in tutti gli uffici pubblici. Hai ragione, siamo rimasti al novecento. Peraltro hanno cercato di informatizzarli, facendo solo danni.

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  3. Le Poste, da una decina di anni, si vendono come un qualunque istituto di credito. Per aprire i libretti postali per i bambini abbiamo impiegato due ore effettive di orologio e ad ogni versamento veniamo trattati come riciclatori dei fondi neri di Putin e di Biden.
    Poste Italiane: i servizi di una banca con la burocrazia di un ministero. Cosa potrebbe andare storto?

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