Per fortuna che avevano vietato i botti per capodanno.

Queste sono le immagini di Genova(concesse gentilmente da figlia) poco dopo lo scoccare di mezzanotte.

Qui da me sono stati trenta minuti di botti continui, oltre il mio boom fatto con la bocca al posto della bottiglia col tappo a vite. (pezzo di ieri)

Lungi da me condannare qualcuno, personalmente non ho mai speso una lira o un euro a seconda del periodo della mia vita in botti, mi sembravano soldi BOTTATI via.

Ricordo un capodanno, un mio amico dopo aver dato fuoco a un razzo indirizzato male, aveva dato fuoco alla ragazza di un altro nostro amico, solo il caso ha voluto che non finisse in una tragedia. Ricordo i capelli biondi, quasi cenere dopo l’incidente, prendere fuoco…..

Oggi sorrido a quella scena, ma quella notte ci siamo spaventati tutti, tra le urla della ragazza, e le grida del fidanzato che stava vedendo andare in fumo il suo fidanzamento.

I veri fuochi d’artificio sono nati dopo.

Solo l’intervento di noi altri amici, ha impedito che il botto diventasse botte tra i due.

20 pensieri riguardo “Per fortuna che avevano vietato i botti per capodanno.

  1. La foto è bellissima! Se quella è Genova, non oso pensare Napoli… C’è gente che spende centinaia di euro in fuochi d’artificio, ma quello che mi sono sempre chiesta è come campi il resto dell’anno chi li vende…

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  2. I colori sono belli, ma i botti non mi piacciono, e il giorno dopo su facebook giravano foto di animali stecchiti per la paura 🙁 um cane, un gatto e un uccellino… tu prendi precauzioni per i tuoi animali?

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  3. Ammazza che foto ! Top.

    Ah, i botti, che argomento controverso… per come la vedo io è una questione di età. Quando ero ragazzino e poi ragazzo (oggi si dice giovane adulto) ho dato il mio corposo contributo alla tradizione e per quanto ci ho dato mi ritengo fortunato ad avere ancora dieci dita e due occhi.
    Crescendo, la cosa è scemata da se’: sempre meno interessante. Fino a qualche anno fa (più per scaramanzia che per altro) usavo comunque a mezzanotte esplodere 12 botti – uno per ogni mese – rigorosamente da solo e rigorosamente in aria, poi raccoglievo i bossoli e scrivevo su ognuno le prime tre lettere di ogni mese. I simpatici cilindretti di ottone (ormai innocui) venivano poi buttati uno per uno alla fine del corrispondente mese dell’ anno successivo.
    Un rituale, a conti fatti una stronzata. Infatti non faccio nemmeno più quello.
    Quanto agli animali, è sempre stata un’ occasione per farli entrare in casa e passare la notte con loro: siano ringraziati gli infissi insonorizzati. Quest’ anno è stato il battesimo del fuoco per il nuovo arrivato (avendo meno di un anno, era il suo primo S.Silvestro). Fortunatamente non si è dimostrato molto sensibile: si è addormentato sul divano guardando gli Aristogatti e a mezzanotte ronfava beato. Infatti abbiamo stappato i nostri chinotti piano piano e non si è accorto di nulla.

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