Pensando al domani. Rinnovo loculi dei nonni di dolce consorte per altri 40 anni. E’ un affarone.

Sta scadendo la concessione dei loculi dei nonni di dolce consorte e il comune ci ha chiesto cosa vogliamo fare.

Dolce consorte è un argomento che non vorrebbe trattare e così ha chiesto a figlia…..

Figlia ha telefonato e scritto…

Volendo si può rinnovare 10 20 30 40 anni pagando chiaramente anticipatamente, hanno bisogno di soldi.

L’affare sta che poi puoi sostituire i morti con altri morti, chiaramente pagando ancora, ma puoi anche mettere più morti nella stessa bara, così si fanno compagnia.

Ora la discussione è stata di quanti anni rinnovare.

Figlia che è giovane e si vuol far cremare come il sottoscritto, ha proposto dieci anni. Dolce consorte non riesce a connettere parlando di certi argomenti, così abbiamo deciso io e suocera: 40 anni. Cosi ci seppellisco tutti, suocera, suocero e per qualche anno anche dolce consorte, un affarone.

Dopo quando avrò circa 100 anni, ci penserò al da farsi.

Il posto non è dei più belli, niente da vedere col posto vista mare dei miei genitori, che hanno una vista spettacolare. Nel comune dove sono sepolti i miei però non c’è rinnovo concessione, a meno che non muori al momento giusto,e ti prendi il posto del vecchio morto. So di figli che pressavano i genitori per non perdere il loculo.

La futura casa dei suoceri però ha il vantaggio di essere comoda e raggiungibile facilmente.

Non è che si può avere tutto dalla morte.

13 pensieri riguardo “Pensando al domani. Rinnovo loculi dei nonni di dolce consorte per altri 40 anni. E’ un affarone.

  1. Ho la “fortuna” di avere i miei cari più cari messi a riposo in tranquilli cimiteri di provincia, dove – al netto delle immancabili pastoie burocratiche – ancora rimane un minimo di decenza e rispetto. Per dire, quando fu il momento di rinnovare la concessione per il posticino di mio padre mi contattò al telefono personalmente il responsabile del comune e mi espose con garbo e gentilezza la questione. Niente lettere prestampate, gente e modi di altri tempi.
    Al pensiero che invece a Roma le pratiche cimiteriali sono gestite dall’ AMA (che è la stessa della “monnezza”) mi viene un giramento di palle da decollo verticale istantaneo. Per quanto me ne frega, se potessi, chiederei direttamente quando sarà il mio turno di essere scaricato nel Tevere per poi essere naturalmente smaltito in modo ecocompatibile dai pesci. Il che sarebbe ironico, visto che non ho mai mangiato pesce in vita mia, ma mi sento generoso nei loro confronti.

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