Quando i sospetti diventano certezza grazie al Telepass

Anni e anni fa un mio carissimo amico, non eravamo ancora nell’era tecnologica di oggi, lui non aveva il pc a casa e neanche uno dei nuovi telefonini di adesso e quindi mi aveva chiesto un favore…..

L’amico aveva lasciato la moglie per questa nuova compagna, ma passato il momento dell’ubriacatura era passato qualche mese, qualcosa cominciava a non tornargli…

La nuova compagna usava spesso la sua auto, lasciando a lui la sua più vecchia.

Il mio amico aveva il telepass sulla sua auto.

Il favore era di iscrivermi col suo nome al sito del Telepass e poi poter vedere tutti gli spostamenti dell’auto fatti con gli orari precisi. Un mentitore di professione ne sa una più del diavolo.

L’amico era stato un traditore seriale abituato a mentire, poi si era invaghito di questa donna… Dio li fa e poi li accoppia e poi li fa scoppiare.

Fatto il favore all’amico, mi sono iscritto al suo nome, lui era al telefono ed ho cominciato a leggere le località con orari di entrata e orari di uscita, chiaramente secondo le sue richieste su alcuni giorni particolari.

I sospetti erano più che legittimi… La donna era sempre da un’altra parte di quella dichiarata.

La storia è finita male, malissimo sono finiti anche in tribunale. Ma questa è un’altra storia.

Il racconto nasce che Telepass nonostante sia passato quasi un decennio continua a scrivermi regolarmente sulla mia posta. Chiaramente ho provato a disdire ma non c’è verso. Poi ho pensato che magari gli potrebbe ancora servire. La nuova, si fa per dire, una bella sessantenne dai trascorsi non proprio limpidissimi, magari anche lei inizia ad usare la sua auto per andare a trovare qualche vecchio o giovane amico…..

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

20 pensieri riguardo “Quando i sospetti diventano certezza grazie al Telepass

      1. Non c’è bisogno di testimoniare… al massimo potevi esibire le mail inviate per il telepass. E poi scusa, onestamente, che cosa provano? Che lei andava con l’auto in un posto diverso da dove aveva detto di andare. Ma non provano altro.

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  1. Quelli di Autostrade sono peggio del Reader’s Digest: una volta che te li accolli non te li levi più di torno.
    Unica raccomandazione (inutile, visto che la storia è finita) è “negare sempre, negare tutto”. Ad oggi, con tutte le vaccate sulla privacy, se esce che hai ottenuto sulla tua mail informazioni di quel tipo va a finire che passi i guai tu.

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  2. Mai e poi mai farsi il telepass.
    Se hai un minimo problema con la tua banca, (magari poi risolto con tante scuse), il primo attacco lo riceve il telepass: arrivi al varco, ma la sbarra non si apre. Il direttore di agenzia che due ore prima aveva diviso un’ombra con te, un ora e 59 minuti prima ti aveva bloccato il telepass. Forse il regalino natalizio non era più gradito.
    Che dire, poi di un noto fatto di cronaca del bresciano finito con una condanna a mezzo stampa? Il Telepass del padre di due soggetti più che sospettabili aveva dimostrato che l due soggetti avevano forniito un alibi falso, ma la gIUSTIZIA ha deciso che il colpevole doveva essere qualcuno con meno agganci nella loggia locale.

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