Figlia vuole che racconti di domenica: ravioli e tagliatelle fatte in casa.

Figlia sabato mi dice ” Domani facciamo i ravioli in casa ”

Figlia da quando è mezza convivente, diciamo che il suo interesse per la cucina è aumentato di parecchio.

Figlia grazie a me sa già cucinare in maniera decente , ma ora vuole fare il salto di qualità…

Da quando è mezza convivente le ho donato un mio bellissimo libro di cucina, che insegna passo per passo come fare le cose, ed ha tantissime fotografie.Per i principianti è l’ideale.

Il mio libro di cucina o meglio la mia bibbia in cucina è :La cucina d’oro a cura di Giovanni Nuvoletti con la collaborazione dell’accademia italiana della cucina. Un libro per chi sa già cucinare. Ora cosa se ne fa uno di un libro di cucina se sa già cucinare ? Intanto la cucina è cultura, dietro una ricetta c’è una storia di tradizioni, e poi capita di cucinare cose mai fatte, seguendo i consigli del libro non ricordo di aver mai sbagliato una ricetta, e io faccio parte di quelli che rischiano la prima volta di un piatto con gli invitati a cena o a pranzo.

La pasta fresca è facile da fare, la pasta fresca ripiena non è la stessa cosa, il disastro è dietro l’angolo.Le variabili sono tante, ed anche il tempo di esecuzione è molto più lungo.

Domenica sbrigate tutte le nostre faccende ci siamo messi all’opera , io sugo e ripieno, lei la pasta.

Ora il problema di figlia è di seguire alla lettera le ricette, compresi i tempi, e non accetta compromessi. Se dicono che la pasta deve riposare un’ora, un’ora è indicativa se sono 50 minuti non cambia niente…..lei si mette le sveglie e guai a iniziare prima. I tempi si sono allungati in maniera esponenziale.

” Tanto che ci siamo facciamone un po’ di più” ha detto. Un po’ di più non pensavo pasta per 20 persone, eravamo in 5. Inoltre per far asciugare la pasta abbiamo preso dietro mio consiglio lo stendi biancheria, avevamo pasta tirata da tutte le parti.

Oltre che seguire i tempi precisi figlia è una perfezionista, i ravioli dovevano essere tutti uguali, e belli da vedere, fatti uno per uno con la massima attenzione, i tempi altro che allungati, triplicati.

Per i suoceri si è deciso di portagli giù la prima produzione e farli mangiare in pace…..

La cosa chiaramente è andata alla lunga, il risultato giuro spettacolare, la pasta impeccabile , i bordi che a volte rimangano duri erano perfetti.

Certo con figlia abbiamo avuto qualche battibecco, capisco la precisione, ma a tutto c’è un limite…. sembravano fatti a macchina.

La soddisfazione finale di figlia era tantissima, ha fatto foto su foto come a una comunione da mandare a destra e sinistra.

Abbiamo mangiato che erano quasi le due del pomeriggio…

La prossima volta quelli con la zucca ha detto tutta felice….

32 pensieri riguardo “Figlia vuole che racconti di domenica: ravioli e tagliatelle fatte in casa.

  1. Zucca, ricotta, un po’ di pan grattato per asciugare l’impasto, un poco di amaretti sbriciolati finemente, qualche noce macinata e un pizzico di cannella?
    😋
    Buoni, quando ho le zucche nell’orto ne preparo a chili, e in freezer si conservano tutto l’anno.

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  2. Bello. Ho letto il post e subito mi è venuto un impulso di tirare giù uno dei miei pipponi sul gusto di farsi le cose da se’, su come sia possibile che ci siamo abituati a mangiare i tortellini in vaschetta, sul tempo che non basta mai, sul sapore delle buone cose di una volta, sulla saggezza dei nonni, sul logorio della vita moderna…
    e però niente,
    ho pranzato da nemmeno due ore e mi è venuta una cazzo di fame che adesso vado a rapinare la pizzeria all’ angolo.

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  3. …anche perchè qui nel cucinino dell’ ufficio mi è rimasta una vaschetta con dentro qualcosa che galleggia in un liquame indefinito, così ad occhio quel che resta di un’ insalata credo di venerdi, o giovedi. Non è aria.

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  4. Questo racconto mi commuove e mi riporta a pochi anni fa quando per Natale preparavamo tutti quanti i tortelli di zucca, stendi la pasta, metti l’amaretto, lessa la zucca ecc
    Momenti irripetibili, godeteveli alla grande, che bel rapporto, padre e figlia, complimenti!

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      1. ” Tanto che ci siamo facciamone un po’ di più” ha detto. Un po’ di più non pensavo pasta per 20 persone, eravamo in 5.”

        Aggiungi un posto a tavola…

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  5. Fino ai 30 anni ignoravo la semplice esistenza di pasta fresca non fatta in casa. La genitrice, ogni domenica e festa comandata, si produceva in ravioli, tortelline, cannelloni e lasagne. Casualmente nei giorni successivi c’era un certo via vai in casa, tra amiche, parenti remoti e compagni di studio.
    Ora la genitrice ha le mani bloccate dall’artrite, io non ho la sua pazienza (con esiti degni del Doktor Frakenstein) e mia moglie ha minacciato di restare vedova nel caso insistessi a mandarla a lezione di pasta dalla sua amata suocera. Mi rivolgo a Giovanni Rana, compaesano di mia madre, ma una lacrimuccia di tanto in tanto solca le mie guance.

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