Quando la morte è giovane. Toccatevi pure.

Nell’arco di poco tempo sono morti due amici di dolce consorte, entrambi avevano sui 50 anni, uno è morto due giorni fa, entrambi un momento prima c’erano, dopo un minuto non c’erano più, d’improvviso un malore, il tempo di dire ” mi sento poco bene” lasciando nello sconcerto e nella disperazione chi era accanto a loro.

Si muore anche giovani , e anche di altro oltre che di coronavirus o da vaccino , da non credere.

Dolce consorte è andata in panico, vuoi che erano amici, vuoi che erano due brave persone, vuoi che lei la morte non la concepisce, è andata totalmente nel pallone .

Si muore tutti prima o poi, per alcuni sarebbe meglio prima, ma comunque prima o poi muoiono tutti.

Ognuno ha il suo personale rapporto con la morte, chi come dolce consorte ne ha il terrore, chi la sfida, chi la trova una buona compagnia….

Qualche anno fa ho dovuto pensarci seriamente alla morte, ero lì disteso su un lettino d’ospedale, 48 ore si erano presi i medici …..48 ore su cui riflettere della propria vita.

Questi avvenimenti ti cambiano? Si e no.

Io so che da quel giorno non ho più paura della morte, so che fa parte della mia vita e mia accompagna silenziosa. Mi fa più paura non vivere appieno la mia vita, lasciarla scivolare via senza cercare di realizzare i mie sogni, i miei desideri. In questo aver visto in faccia la morte ti aiuta, sai con certezza che il tempo a tua disposizione non è infinito.

Di sicuro c’è che decidere di vivere può essere una scelta, morire, mi dispiace dirvelo è obbligatorio.

Per il momento “buona vita a tutti.”

44 pensieri riguardo “Quando la morte è giovane. Toccatevi pure.

  1. Anch’io nel 1997 sono finita in ospedale in condizioni critiche, con i medici che mi davano qualche giorno, e ho dovuto progettare una vita diversa. Poi non è stata proprio liscia e ormai la morte non mi impressiona molto. Vorrei solo non soffrire, visto che dal 97 a oggi ho aggiunto altro carico di sofferenza. Mio nonno mi diceva sempre Memento mori e io lo ricordo sempre ma non mi fa molta paura, come ho detto.

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  2. Mi fa più paura non vivere appieno la mia vita, lasciarla scivolare via senza cercare di realizzare i mie sogni, i miei desideri. 

    La penso anche io così 👍

    E veramente la morte può arrivare in ogni momento… e tormentarsi con il suo pensiero non serve. Più che altro, penso che un desiderio comune sia quello di morire quanto meno senza soffrire. Infatti, non la morte, ma le malattie mi spaventano.

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  3. Molto bello il pezzo di oggi, quasi filosofico. Io non sono stata sul punto di morire, ma ho visto morire persone che amavo e che ingenuamente pensavo ci sarebbero state per sempre, per cui i conti con la morte li ho fatti comunque. E sono arrivata alla conclusione che non mi preoccupa la mia, ma quella di chi amo. Non ne ho il terrore, ma neanche mi piace l’idea di sfidarla. Credo che la vita sia troppo preziosa per giocarsela in qualche bravata o semplicemente per un’imprudenza. Ne abbiamo una sola e nessuno ce la ridà indietro. Perciò credo che rimanderò il volo col paracadute che ho sempre sognato al mio novantesimo compleanno…

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  4. mi permetterei di farti un bell’appunto, mio caro Allegro (pur essendo uno di quei molti per cui sarebbe meglio che fossero morti prima 😀 😛 😛 ) la morte, bada ben, è questione puramente volontario-obbligatoria 🙂 🙂 🙂 ….. e guarda che il Dottor Sticazzi viene a trovarti anche oggi, verso le 17,30, mi pare 😉 😛 😛 😛

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  5. Boh io ho più paura delle morti delle persone care che della mia. Cavolo, morire così giovani😔…naturalmente in quest’epoca monotematico una domanda verrebbe spontanea ma non ho voglia di assecondare la monotematicità dell’epoca 🙃

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  6. Buona vita a te.
    Comprendo appieno il tuo ragionamento io un paio di volte mi sono trovato faccia a faccia con “testasecca” ma a quanto pare non era ancora il mio turno. Certe esperienze ti fanno quasi abituare all’idea che prima o poi verrà estratto il tuo numero…

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  7. a me basta che non esista il
    paradiso (punizione sovrana per uno come me).
    Più seriamente, spero che tu abbia firmato per la legge sull’eutanasia. Che si debba morire tutti è assodato, ma se mi dovessi ridurre come mio padre e mio nonno (padre=ictus brutto, nonno=parkinson) vorrei che qualcuno potesse porre fine alla mia vita.
    Con mia moglie siamo d’accordo.
    Certo, avessi tanti soldi potrei farmi portare in Svizzera per il suicidio assistito, ma così non è.
    Purtroppo la Chiesa cattolica non vuole, con la minchiata che la vita è un dono di dio … ma per piacere, la mia vita è solo frutto della disattenzione di mio padre e mia madre e vorrei poter decidere io quando farla finita. Amen

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  8. Beh, da quel che scrivi non posso che trarre la conclusione, per altro non mia, che «i più esistono, pochi vivono», come dice il geniale Oscar Wilde. Solo chi vede la morte in faccia – oggi ricorre pure l’anniversario della dipartita di Pavese, per cui «verrà la morte e avrà i tuoi occhi» -, e a te è capitato, può affrontare serenamente la vita. Io non ti nego di averne una grande paura, di morire intendo. Non so: mi pare di andare al di là dello specchio. e poi? Sarà tutto uguale?

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  9. Sono con te, l’anno scorso per me non è stato facile e ancora non è passata del tutto, e non è stato Covid. Direi che la morte non fa paura nemmeno a me, sono i preliminari che mi lasciano un po’ perplessa …

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