Aggiungi al delirio(lavoro) l’ennesimo disadattato che c’è un posto in più.

Ormai io e il collega balordo ci aspettiamo che spunti il cartello con scritto siete su scherzi a parte.

Il delirio è totale la confusione regna sovrana, come l’incazzatura di tutti ormai non si dice più ciao, ma va a fanculo. Tutti contro tutti, siamo pochi, pochissimi e quando arrivano i rinforzi spesso sono peggio del niente.

Giulio era già arrivato da una settimana, contratto da 500 euro al mese per 40 ore settimanale.

Le leggende su Giulio cominciavano a girare già dal primo giorno…..

Dopo una settimana nessuno lo voleva più, ognuno lo spediva dall’altro collega.

Giulio è un ragazzo educatissimo, anche con un discreto linguaggio, si sarebbe anche diplomato, dai riparliamo delle scuole private, ma chi cazzo le controlla?

Il diploma a Giulio serve per partecipare ai concorsi pubblici, come al collega tonno che si diplomerà il prossimo anno, anche lui sempre in una scuola privata, il collega tonno non sa ne leggere e scrivere, e quest’anno ha superato due anni insieme terza e quarta….

Torniamo Giulio, come dicevo un bravo ragazzo di vent’anni, volendo anche un bel ragazzo ma con dei problemi di apprendimento notevoli, e con notevoli mi tengo basso.

Nella ormai lunga carriera lavorativa ho già avuto a che fare con dei ragazzi con problemi di apprendimento, cioè riconosciuti disabili, e assunti per forza per via della legge sulla disabilità . Ci sarebbe da scrivere un libro sui personaggi passati da noi.

Spesso mi sono stati assegnati ” fagli fare qualcosa ” mi veniva chiesto. In realtà coinvolgendoli la loro resa spesso è pari a dementi normali che ho come colleghi, il disabile ha i suoi tempi la sua visione, ma come dicevo se motivati e responsabilizzati non dico sempre ma spesso sono una vera sorpresa in senso positivo.

Il massimo però di queste assunzioni era stata quella del mafioso che arrivava a lavorare con una auto da 50 milioni , a cui nessuno aveva il coraggio di dire niente, e che faceva quello che voleva, cioè niente…. forse un giorno la racconterò.

Mi sto perdendo, ma i ricordi arrivano copiosi.

Giulio dopo essere stato rimpallato tra uno e l’altro è arrivato da me ” hai da farmi fare qualcosa? ” Mi ha chiesto. Qualcosa è riduttivo, ho pensato.

” Mi chiamo Giulio ” mi ha detto dandomi la mano, c’è il covid ma ho fatto uno strappo alla regola e gli ho dato la mano. ” Allegro pessimista ” ho risposto. No non è vero ho detto il mio nome. Ho chiesto a Giulio da dove arrivasse ” vengo da …… e i miei genitori si sono appena separati, e mio padre è andato a vivere a…. ” ci teneva a dirmelo ” ormai si separano tutti ” ho risposto ” vero ” mi ha risposto ,ma la mia risposta l’ha in qualche modo tranquillizzato, non chiedetemi il perché.

Giulio è stato una sorpresa positiva, lavora meglio del sottoposto tonno, vero che hai suoi tempi ma quello che fa lo fa bene e in maniera precisa, certo ha bisogno che gli spieghi esattamente quello che vuoi, anche l’ovvio, poi lui in maniera letterale esegue.

Capito il soggetto, il ragazzo ha fatto il suo dovere in maniera egregia tra lo stupore dei colleghi.

Alla domanda ” cosa vuoi fare nella vita ?” ” il militare qualsiasi tipo di militare ma il militare ” mi ha risposto convinto. “Sto facendo tutte le domandi possibili ” ha continuato ” nella finanza, nei carabinieri, in marina” e via dicendo.

Mentalmente è adatto ho pensato, un esecutore d’ordini, che non si pone domande ma esegue senza discutere, Giulio è uno con la vocazione, sarebbe il famoso carabiniere carabiniere, o quello della finanza che fa la multa al bambino figlio del gelataio perché non ha lo scontrino del gelato che il padre gli ha dato.

19 pensieri riguardo “Aggiungi al delirio(lavoro) l’ennesimo disadattato che c’è un posto in più.

  1. Il mondo del lavoro odierno mi affascina. Lo guardo ormai con una sorta di spocchiosa superiorità (perchè si, sono un tipo spocchioso), però mi affascina. Siamo arrivati ad un livello per cui l’ impiego genera mostri peggio del sonno della ragione.
    Nel mio piccolo ricordo di essere arrivato al paradosso quando (in quanto società di informatica) aderimmo ad una cosa del Comune di Roma che funzionava così: loro ci accollavano tre studenti dell’ ultimo anno di istituto tecnico, che per tre o quattro mesi passavano il pomeriggio da noi (mi pare si chiamasse “stage formativo”). Ovviamente noi non pagavamo niente e loro di base non facevano niente. Li tenevamo lì tipo doposcuola, avrebbero dovuto imparare qualcosa (credo) e l’attestato che rilasciavamo alla fine avrebbe dovuto descrivere gli “skills” acquisiti (c’era proprio scritto “skills”) e avrebbe dovuto agevolare il loro ingresso nel mondo del lavoro una volta terminati gli studi.
    La promotrice della cooperativa che gestiva questa cosa per conto del comune (o della provincia o regione, vai a ricordare) ci aveva fatto meraviglie del progetto… parole sue: “Praticamente vi trovate con tre ragazzi già addentrati alle nuove tecnologie, li fate lavorare per voi per tre mesi senza cacciare un euro, tutto a carico dello stato”. Fosse stato per me l’avrei volentieri mandata a cagare, già facevo i salti per stare appresso ai tre tecnici regolarmente assunti che pagavo (full time, tempo indeterminato, contributi, INAIL e tutto il resto)… ma il mio commerciale (che casualmente tre anni dopo si sposò con la promotrice in questione e se ne andò a lavorare nella cooperativa) insistette talmente tanto che cedetti. Di fatto, oltre a sapere dopo che la cooperativa si beccava i soldi dal comune per ogni ragazzo “piazzato”, mi ritrovai a fare da bàlia a tre completi inetti che facevano da me quello che facevano a scuola: cioè una minchia di niente.
    Giorni in cui dopo averli lasciati per disperazione a dividere e impacchettare i vari tipi di viti e vitine necessari all’ assemblaggio di un PC, li mandavo via anche un’ ora prima della chiusura, dato che non facevano altro che chiacchierare fra loro, rollarsi cannoni biblici sul terrazzo, decimare la scorta aziendale di birre fredde e in qualche caso portarsi via pezzi di computer a caso, per il solo gusto di farlo. Essendo tutti di zona, ebbi anche il gusto di sapere a cosa era servito l’attestato finale: uno fa l’agente immobiliare, uno ha aperto una palestra e uno lavora in un vivaio (e mi hanno detto per certo che arrotonda spacciando).

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  2. Da noi per rimpiazzare 6 colleghi esodati hanno mandato 2 (diconsi due) ricicli… Uno è un tipo che sente spifferi dovunque (si è già spostato di tre scrivanie in altrettante settimane, tiene il cappuccio della felpa sulla testa ma con le braccia libere…tipo Frodo , e vuol fare un solo lavoro). L’altro è un pover’uomo alle soglie della pensione reduce da due anni di malattia e con problemi di memoria… Non ho parole 🤐

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