Pseudo riflessione sulla metafora del treno…. Persone che salgono e persone che scendono. Ma il treno è nostro e i macchinisti e controllori siamo noi.

Ero con Nontirare sul fiume, lei era impegnata a fare il bagno, e io riflettevo su gli ultimi avvenimenti sul blog, di quante persone sono arrivate nel mio blog e poi hanno deciso di andarsene, alcune insultandomi (strano) altre senza motivo e senza nemmeno un ciao.

Questo vale anche per la vita reale, quante persone abbiamo conosciuto che ci hanno accompagnato per un po’ nel nostro tragitto, e poi sono scese dal nostro treno e di cui non sappiamo più nulla.

La metafora del treno è perfetta, a condizione che siamo noi i macchinisti e controllori.

Sul blog la prima persona che mi ha lasciato era una signora sulla trentina, sposata con due figli, era emiliana, all’inizio gli ero molto simpatico. Qualcuno se la ricorderà , Alessangel ricordo che si chiamava. Il primo follower che se ne va non si scorda mai.

Si era arrabbiata per un mio commento sul mare adriatico, lo avevo definito “una pozza…. “

Dopo avermi insultato in tutte le maniere possibili e immaginabili, mai risposto hai suoi insulti , mi ha fatto sempre fatto tenerezza, con un altro blog che non nomino, in via privata ci divertivamo a commentare…

Ricordo il suo ultimo messaggio ” Signor Allegro pessimista le posso parlare ?” Eravamo passati da tu al lei. Al mio “si ” Io sono così, curioso. La mia curiosità supera qualsiasi altro mio stato d’animo. E’ sparita lei e il suo blog. Non saprò mai cosa voleva dirmi.

L’ultima è fresca ma non la nomino, non c’è un motivo apparente , aveva voglia di scendere dal mio treno, era un po’ che pativa, si notava insofferenza, senza neanche un ciao è scesa di corsa . La metafora del treno è perfetta anche in questo caso. Stava male sul mio treno, e alla prima fermata utile è scesa . Sicuro che la coerenza non è mai stata il suo forte a dire il vero.

Come dicevo l’importante che i macchinisti del nostro treno siamo noi, e siamo noi a decidere basta la direzione dove andare. Pochissimi faranno tutto il viaggio con noi, molti saliranno e scenderanno, e poi magari saliranno di nuovo, altri li faremo scendere noi, il treno ricordatevi è il nostro e siamo noi i macchinisti e controllori, ma comunque non potremo certo impedire a chi vuol scendere di scendere.

Un altro blog che ricordo con simpatia era: Io lui e l’altro. Era un signora che raccontava di se del marito e del suo amante. Era una donna spiritosa, personalmente mi sembrava anche intelligente, mai visto scriverle delle stupidate, il racconto mai morboso, mai sopra le righe risultava piacevole e interessante, anche lei è sparita da un giorno all’altro insieme al blog. L’avrà beccata il marito presumo da com’è sparito il blog .

Signori finita la pseudo riflessione, si risale in carrozza e un saluto e un grazie per la compagnia anche a chi ha deciso di andare altrove.

45 pensieri riguardo “Pseudo riflessione sulla metafora del treno…. Persone che salgono e persone che scendono. Ma il treno è nostro e i macchinisti e controllori siamo noi.

  1. Metafora “quasi” azzeccata. Io paragonerei i blog ad una sorta di corriera dove il conducente può anche decidere a suo piacimento di cambiare percorso. Un treno viaggia su dei binari e partenza e destinazione sono immutabili (a meno di un deragliamento)

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  2. sarà l’immensa passione per i treni e i “non luoghi”, che porto dentro (stazioni, ponti, aeroporti), ma questa riflessione mi piace molto! Buon pomeriggio AP!

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  3. Bellissimo pezzo oggi, mi piace davvero tanto. Anche la metafora è poetica, ma ha ragione Omonero, il percorso del treno è più o meno fisso e obbligato, mentre il blog può cambiare strada, fermarsi anche per lungo tempo e ripartire quando vuole. Ma l’immagine dei passeggeri è bellissima, decidono di salire, viaggiare con noi per un po’, e poi magari scendere, e chissà, più in là, risalire. Tutti abbiamo diritto di cambiare idea e destinazione. A proposito: anche a me hai detto che il mio mare è una pozza…

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  4. Bellissima riflessione ma penso che sia giusto così. Di inizia un percorso e si incontrano persone ma ché poi si scoprono diverse da come si credeva, quindi molto meglio andare ognuno per la propria strada. Quando invece si chiude li blog i motivi possono essere tanti e non è che sì debbano sempre dare spiegazioni.
    Buon pomeriggio.

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  5. Non ho nessuna intenzione di scendere 😊 Comunque condivido tutto quello che hai scritto.
    Forse se molte persone dessero meno importanza ai blog ci sarebbero meno litigi.
    A me piacciono le discussioni, a volte anche molto sanguigne, l’importante è da una parte non offendere e dall’altra non essere troppo suscettibili .
    Io non ho mai controllato chi smette di seguirmi, anche perché ho molti follower fasulli (nel senso che non ho mai avuto notizie loro, né in positivo né in negativo. )
    Ogni tanto qualcuno dei follower veri sparisce, senza dire niente. All’inizio ci rimanevo male, poi ho capito che così funziona il mondo dei blog.
    Io sono capitato per caso in questo mondo, convinto da mia moglie, con il solo scopo di pubblicare i miei disegnini.
    All’inizio non pensavo che avrei allacciato rapporti con nessuno , poi invece lentamente sono entrato in contatto virtuale con qualcuna/o delle/dei blogger e ne sono stato felice.

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  6. A me ha sempre fatto molto male quando le strade percorse insieme a persone care si sono divise… anche quando la scelta è stata mia. Poi il tempo fa il suo dovere.
    Ma il ricordo dei “passeggeri” quando si fa sentire è sempre vivo e presente, anche dopo una vita…

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  7. Se dovessi litigare con tutti quelli che mi hanno definito l’Adriatico una pozza (o peggio) non mi resterebbe più tempo neanche per mangiare e dormire. E’ vero che ognuno ha i propri punti sensibili, ma incazzarsi e litigare per lo scarso apprezzamento del proprio mare mi sembra davvero un tantino esagerato.

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  8. L’esempio del treno me lo faceva mio padre ferroviere. Quando finiva con un ragazzo mi diceva che sono come i treni: perso uno ne arriva sempre un altro. Per quanto riguarda i blog, io ho molti followers stranieri che non capisco cosa cerchino da me e infatti non si sono mai palesati. Per educazione ho ricambiato il follow ma sinceramente. Il bello che ho meno seguito di quando i miei followers erano meno della metà. Me ne sono fatta una ragione.

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  9. Alessangel (se ho capito bene chi sia) credo che abbia chiuso il blog perché ha pesantemente litigato con altri, non con te…
    Per il resto, sì, fa male quando uno si affeziona e magari da un giorno all’altro una persona con cui avevi una simpatia se ne va, senza dir niente. Uno continua a chiedersi: chissà che le è capitato… Cmq c’è gente che ha bisogno di resettare la propria vita di continuo.

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  10. io sono sceso dal mio treno quindici giorni fa (non ne potevo proprio più) spero che il nuovo controllore e macchinista sia uno che non si dà troppe arie altrimenti non risalgo più ….. ah, Allegro, nel terzo vagone del tuo treno c’è l’aria condizionata rotta da più di un mese, riparala!!! 🚂🚃🚃🚃🚃🚃🚃🚃🚃 😛😛😛😛😛😛

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  11. Bella riflessione. Io vivo ogni cosa che appartiene al mondo virtuale e relative applicazioni con molta leggerezza, infatti non ho mai pubblicato con assiduità, nemmeno quando avevo il mio blog.
    Salvo poi incrociare chi ha trasformato il mio approccio leggero in un rompermi le scatole. Comunque, non avrei mai pensato di poter stringere amicizie “reali” su un blog, invece con due persone è nata un’amicizia notevole

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  12. I treni hanno indubbiamente il loro fascino, poi ad ogni fermata corrisponde una ripartenza….chi c’è c’è, chi non c’è c’est la vie

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