Valentina Petrillo prima Fabrizio. Prima atleta transgender a partecipare alle olimpiadi nella nazionale femminile.

Nata a Napoli nel 1973 fino a tre anni fa era un uomo, sposato e con un figlio, atleta di professione.

Sarò chiaro per me uno nella sua vita fa quello che vuole, basta che non dia del danno agli altri.

Sei un uomo e vuoi diventare donna va benissimo, sei donna e vuoi diventare uomo va meno bene, (ripensaci ) ma se è quello che vuoi fai pure.

Ognuno nella sua vita deve cercare la propria felicità.

Ma torniamo a Valentina. ieri leggendo un articolo di Barbara, abbiamo idee divergenti su quasi tutto, ma Barbara è una donna intelligente ed anche spiritosa, ha messo questa foto. E’ del 2020 quando Valentina ha vinto una gara femminile, pare come dice Barbara che ci sia ancora il pacco…

Credo che sia visibile a tutti la differenza.

Ora che Fabrizio voglia essere Valentina va bene benissimo,ma che partecipi a gare femminili mi lascia perplesso.

Il comitato olimpico ora misura il testosterone dipende da quanto ne hai. Se ne hai troppo corri con gli uomini.

Stiamo vivendo cambiamenti epocali, dove nulla sarà più come prima. Ti addormenti con mamma e papà e ti risvegli con due mamme.

Lo ripeto ognuno nella sua vita fa quello che vuole, ma questo sportivamente è barare, le due donne accanto non hanno speranze di poterla battere.

Ricordo alle olimpiadi del 2016 la vincitrice una donna maschio Caster Semenja squalificata perché considerata maschio, troppo testosterone. Bene non potendo fare una categoria a parte, per il momento abbiamo pochi transgender, facciamo come nelle corse dei cavalli diamo un handicap a questi concorrenti per rendere le gare equilibrate e poi ognuno corre dove vuole.

Valentina Petrillo: meglio donna più lenta, che uomo più veloce

Comunque è veramente imbecciabile, lasciatomelo dire.

42 pensieri riguardo “Valentina Petrillo prima Fabrizio. Prima atleta transgender a partecipare alle olimpiadi nella nazionale femminile.

    1. Non solo. Una persona nata uomo ha struttura scheletrica più forte, muscolatura più massiccia, maggiore capacità polmonare e potenza cardiaca. Poi, a tutto questo, si aggiunge il testosterone che dà ancora una marcia in più a chi di marce in più ne ha già quattro.

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  1. e allora i maschi che hanno più testosterone dei maschi normali dove li facciamo correre, nei supermachi?
    in realtà il vero scopo dei giochi olimpici non sarebbe quello di vincere o dividere i popoli ma quello di unire. e se è questo l’intento non importa dove uno corra, nei maschi, nelle femmine, nell’italia, negli usa…

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    1. Una volta era così, e in teoria sarebbe molto bello che lo fosse ancora. Ma oggi gli olimpionici diventano star strapagate dagli sponsor, poi li vedi nelle pubblicità degli shampoo (tipo la Pellegrini) o delle merendine, quando non diventano addirittura opinionisti nei talk show.
      “L’importante è partecipare” è roba da De Coubertin, purtroppo…

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      1. COUBERTIN, PIERRE DE (Parigi, 1863 – Ginevra, 1937)
        L’importante non è vincere, ma partecipare Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, di fronte a un fallimento non abbia ripetuto questa frase come se fosse un premio di consolazione, prendendola a prestito da Pierre de Coubertin, il pedagogista francese cui si deve la rinascita, nel 1896, delle Olimpiadi. Lo fece lo stesso de Coubertin, ben conscio però che non era sua. E infatti, citandola, ne indicò anche la paternità: Ethelbert Talbot (1848-1928), presidente della Chiesa episcopale protestante, che da vescovo di Bethlehem, in Pennsylvania, la pronunciò durante un’omelia in occasione dei Giochi olimpici del 1908. La frase originale era questa: «L’importante nella vita non è solo vincere, ma aver dato il massimo. Vincere senza combattere non è vincere».
        Stefano Lorenzetto, “Chi non l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate”, Marsilio
        Libro interessantissimo.

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  2. Mi verrebbe da pensare che rispetto ai maschi sia svantaggiata per via di livelli ormonali più bassi, ma avvantaggiata rispetto alle femmine. Concordo con ciò che proponi facendo il parallelo con le corse dei cavalli

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  3. sì su questo sono d’accordo
    come identità può essere una donna ma la muscolatura e gli ormoni rimangono di base quelli maschili; o anche solo la proporzione altezza, massa e muscoli

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