La falsa cortesia. O meglio quando chiedi ma non te ne frega niente della risposta.

Ieri mi è successo un fatto strano, quasi surreale.

Ieri, come dicevo ho incontrato una donna, Marta che conosco da quando era bambina, ora è madre di due bambini, conosco i genitori e la sorella certamente molto più simpatica di lei.

Marta con me è sempre stata molto educata e gentile , ma una mia nipote con cui è andata a scuola diceva di Marta “è falsa”.

La nipote in effetti ha moltissimi difetti , ma tutto gli si può dire meno che essere falsa, anzi appenata avuto l’ età ha detto esattamente quello che pensava e mandato a quel paese metà della famiglia, a torto secondo il mio parere, ma quella è stata la sua scelta.

Quando ieri ci siamo visti Marta è stata come al solito molto gentile, era col marito, che era impegnato in altro, quindi Marta si è avvicinata e mia ha chiesto come andava, e poi a sorpresa ha chiesto della zia suora.

La zia suora è morta qualche mese fa a quasi 101 anni. Per i cento anni esattamente un anno fa, tutti noi fratelli eravamo andati a festeggiarla, stava dalle parti di Roma. (già raccontato abbondantemente)

Marta mi ha chiesto com’era andata la festa alla zia.

Con Marta c’eravamo visti l’ultima volta qualche mese fa e giuro che mi aveva fatto la stessa domanda, ma la cosa incredibile al ” La festa è andata bene, la zia nel frattempo è morta” Marta ha risposto esattamente come l’altra volta ” Mi dispiace non sapevo nulla, tua nipote non mi ha detto niente, condoglianze”

Riconosco che il primo sentimento è stato d’irritazione, ma ho sorvolato come era giusto fare.

Marta invece che chiedere di zia avrebbe potuto tranquillamente parlare del tempo, per lei era solo un modo per scambiare due parole.

Salutata Marta e il marito, e detto che la zia era stata felice di morire che si era rotta le scatole di continuare a vivere, che non faceva altro che pregare Dio di portarla con se, e detto che anche noi nipoti eravamo in qualche modo felici che la zia che fosse morta , in modo che Marta si ricordasse la risposta, per non rischiare al prossimo incontro che mi chiedesse ancora . Se mai domandasse , giuro, la zia la faccio resuscitare e la rendo protagonista di avventure strabilianti.

Al delirio ho un collega molto simpatico, che quando gli parli ti sorride e fa cenno col capo di seguire tutto quello che dici, in realtà pensa a tutt’altro, gli puoi raccontare la stessa avventura tutte le volte che vuoi, per lui sarà sempre la prima volta, ti sorriderà sempre e sembrerà ascoltare con interesse , per poi dimenticarsi dopo un secondo tutto quello che gli hai detto. Però al collega va riconosciuto che di sua spontanea volontà non chiede mai niente a nessuno , e tanto meno a me della zia suora.

50 pensieri riguardo “La falsa cortesia. O meglio quando chiedi ma non te ne frega niente della risposta.

  1. 😀 😀 😀 la loro scusa si chiama “economia cognitiva” .. pulisco le informazioni e libero il cervello..
    ahahah che stress… quando fanno i cenni col capo tipo “ti faccio fesso e contento!” 😀
    (non chiederò della zia, allora! 😀 )

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      1. avviene a livello inconscio; è un meccanismo “di protezione” in un certo senso, con cui l’apparato psichico si protegge da un surplus di informazioni giudicate inutili (in breve sì.. chi lo fa non trova particolarmente interessante quanto sta ascoltando)

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  2. A me capita spesso che le persone mi raccontino più volte la stessa cosa, dimenticandosi di averlo già fatto. Io per educazione faccio finta di non averla mai sentita prima… Il massimo è quando la storia raccontata varia sensibilmente di volta in volta… Che pazienza ci vuole…

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  3. Concediamo a Marta il beneficio del dubbio di avere poca memoria? Può capitare.
    Comunque ci sono le persone che chiedono tanto per chiedere. I peggiori sono quelli che ti chiedono come stai ed esaurita la tua breve risposta, (di solito si dice “bene” anche se hai una colica di fegato in corso), non vedono l’ora di raccontarti per filo e per segno tutti i loro guai.

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  4. per la mia esperienza posso dire che dipende dalle persone con cui intesso una qualche relazione. Di alcuni memorizzo tutti i particolari e non li dimentico più (anche di alcuni genitori di alunni che ho avuto a scuola decine di anni fa).. di altri (che io chiamo “abitanti del paese degli indifferenti) non memorizzerò mai niente.. nemmeno la loro faccia, tant’è che nemmeno li riconosco al volo e s li riconosco li evito. A parte questo io odio le domande, per cui con me cascano tutti male. 🙂

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  5. Per non parlare di quelli che ti scrivono una mail o un messaggio, magari dopo anni di silenzio, chiedendoti “come stai” e iniziando immediatamente con la raffica di favori da chiederti. E se poi tu riscrivi senza rispondere alla prima domanda del “come stai” e loro non insistono, allora è evidente che avevi già capito che non gliene fregava nulla del tuo stato!

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