Ritratto di uomo: Fabio disturbato ossessivo compulsivo.

Fabio è una vita che lo conosco, l’ho conosciuto i primi tempi in cui ero entrato a lavorare al delirio, quando era ancora un posto di lavoro serio, Fabio accompagnava la madre.

Laureato in lettere, uno spilungone, allampanato,vestito sempre uguale, jeans e maglietta d’estate, jeans e maglione pesante d’inverno, coi capelli lunghi, ed occhiali enormi, il solo vederlo faceva ridere , anche il suo modo di muoversi con la schiena curvata in avanti era caratteristico.

Fabio non dava confidenza a nessuno, seguiva la madre………

Un giorno ricordo ero nel piazzale, quando è arrivato in auto con la madre. la madre è scesa e decisa si è diretta all’interno del delirio, lui è sceso ed ha chiuso a chiave l’auto. Quindi ha fatto il giro delle portiere una per una per vedere se erano chiuse, compreso portellone, accertato che tutto era chiuso, ha fatto qualche passo avanti verso il delirio, quando si è fermato ed è tornato indietro, ed ha rifatto il giro delle portiere tutte e 5 compreso portellone per essere sicuro che fossero chiuse, sicuro che fossero chiuse si è diretto verso il delirio , quando di colpo si è fermato, è stava tornando indietro, quando gli ho gridato ” è chiusa te lo garantisco che l’hai chiusa ” ho detto ridendo.

Fabio vuoi per la vergogna, vuoi per la timidezza, mi ha sorriso, e lì ho visto una parte di lui che voleva tornare dall’auto a controllare e l’altra parte che diceva “andiamo via” Fabio vuoi la mia presenza si è diretto verso il delirio.

Fabio soffriva e soffre di manie ossessive compulsive

Da quel giorno siamo diventati amici. Fabio era simpatico, ed intelligente, si stava curando……era pieno di manie. Purtroppo la madre è morta poco tempo dopo che eravamo diventati amici, e di lui per molto tempo ho perso le traccie.

Dopo qualche anno l’ho rivisto, era alquanto peggiorato, trasandato, se possibile dimagrito ancora, capelli sempre più lunghi ma tenuti male, l’idea dello sporco e del sudicio erano ben evidenti, era con uno zaino sulle spalle che accentuavano la sua camminata con le spalle ricurve.

Abbiamo scambiato due parole, mi ha sorriso e risposto cortesemente, ma si vedeva che l’unica cosa che voleva fare era scappare via.

Sono a venuto a sapere che dopo la morte della madre, era peggiorato , ed era stato preso in cura dai servizi sociali, gli era stata tolta la patente, e gli era stato trovato un lavoro a mezza giornata.

Ultimamente quando esco alla seria dal delirio lo vedo , scende dall’autobus torna dal lavoro, e va verso casa, è sempre in jeans e maglietta e lo zaino sullo spalle, con gli occhiali sempre enormi, e quei capelli lunghi, ma con ampi segni di stempiature . Abita solo, a volte mi vorrei fermare a salutarlo ma poi …… e tiro dritto.

Cognato, marito sorella vicina aveva la fissa del rubinetto del gas, prima di andare a dormire chiudeva sia il gas che l’acqua, poi andava a letto e dopo un po’ si rialzava e andava a controllare se l’aveva chiuso , e questo accadeva anche due o tre volte a notte, raccontava sorella, per poi immancabilmente lasciarlo aperto.

43 pensieri riguardo “Ritratto di uomo: Fabio disturbato ossessivo compulsivo.

      1. Io ho abitato in un appartamento in uno stabile degli inizi del 900 e ci furono due perdite di gas nei tubi nei muri. Due volte nel mio appartamento. Uno era il tubo di una vicina. Il mio perdeva poco perché chiudevo sempre e se ne accorse il tecnico quando venne a cambiare il contatore. Bisognò rompere il muro per due metri per trovare la perdita. Se io non avessi sempre chiuso la chiavetta all’ingresso del contatore il muro si sarebbe riempito di gas.

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  1. Purtroppo sono drammi, ce ne sono molti che hanno problemi e che, purtroppo, rimangono da soli. A volte può essere una scossa per diventare autonomi e darsi da fare, ma il più delle volte finisce nel degrado.

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  2. Che triste la storia di Fabiolino… anche io ho conosciuto un Fabio, con un altro “problema” che non sto qui a specificare, ma anche lui molto alto, perciò goffo e quasi tenero/divertente nel modo di camminare. E anche il “mio” Fabio portava gli occhiali e abiti non così diversi dal tuo Fabio! Ho continuato a leggere proprio per trovare altre similitudini, però poi ovviamente è uscito fuori il “tuo” Fabio e non il “mio”… ma questa coicindenza di vite, così apparentemente simili, mi ha colpita!

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