L’ascensore.

Molti anni fa, in uno dei giorni più tristi della mia vita, la morte di mia madre, la vita mi ha insegnato una cosa.

Mia madre è morta in casa, non ha fatto un giorno di ospedale, ho fatto la scelta di tenerla a casa anche nei momenti più difficili, nulla poteva guarirla, e a casa ha potuto avere tutto il nostro affetto, e le nostre cure, certo aiutati dagli angeli dell’assistenza domiciliare, un grazie ancora.

Dopo la morte, chiaramente sono cominciate tutte le visite per le condoglianze, tante ma tante persone sono venute, ma nei paesi è così.

L’ascensore era già da qualche tempo che aveva dei problemi, partiva, saliva di quaranta centimetri e si bloccava, l’assistenza era già venuta un paio di volte, sembrava tutto a posto ma dopo qualche giorno il guasto ritornava. Quando rimanevi dentro non c’erano molto soluzioni, suonavi il campanello d’allarme, e speravi che qualcuno arrivasse. In realtà c’era un altra soluzione, in alto a destra sopra le porte c’era un pulsante che le sbloccava, ma era posto molto in alto quindi non raggiungibile da tutti. Vivendo in posto turistico, ed essendo in inverno, nel condominio c’erano poche famiglie, quindi se rimanevi dentro poteva essere veramente un guaio, cellulari? iniziavano a girare i primi.

Se rimanevi dentro suonavi il campanello d’allarme e aspettavi, quando arrivava qualcuno, andava dall’amministratore del condominio, che a sua volta doveva mandare qualcuno, che a sua volta arrivato doveva scendere nelle cantine, andare nel vano motore, e con una manovella a mano portava l’ascensore al punto giusto e magicamente le porte si aprivano, questo poteva richiedere anche tempi lunghi, ricordo di una signora rimasta più tre ore dentro l’ascensore.

Abbiamo imparato a fare a meno del tecnico, c’era la chiave in una bacheca nell’androne del palazzo, per prenderla ci voleva il cacciavite a stella, svitavi le viti, prendevi la chiave scendevi, prendevi la manovella, la infilavi e cominciavi a girare nelle giusta direzione, salvando il malcapitato rinchiuso nell’ascensore, abbreviando di molto i tempi di salvataggio.

Il destino ha voluto, che l’ascensore proprio in quei giorni ricominciasse a fare le bizze, non sempre, ogni tanto, poteva anche succedere che da fuori schiacciando il pulsante di chiamata facesse ripartire l’ascensore, comunque per sicurezza avevo messo un biglietto con ascensore guasto, ma alcuni condomini quelli dei piani alti, amavano il rischio, piuttosto che farsi le scale a piedi scegliessero di rimanere imprigionati per un po.

Dei signori del quarto piano, arrivati in quel giorno, con valige annesse, hanno deciso di rischiare rimanendo intrappolati, e cominciando a suonare a tutto spiano il campanello d’allarme, la voglia iniziale era di lasciarli dentro, poi colto da compassione, ero sceso e liberati, dopo un ora dal primo salvataggio un’altra coppia era rimasta intrappolata, di nuovo campanello d’allarme, scendi di nuovo, dentro c’era un signore particolarmente alto, ho provato a dirgli che c’era il pulsante e di schiacciare , ma oltre essere alto era tonto, e non c’è stato verso di fargli capire dov’era il bottone, nel frattempo era un andirivieni di persone che venivano a dare l’ultimo saluto a mia madre.

Nell’andirivieni, un mio amico, era con la moglie una coppia già di una certa età, si è fermato con me a spiegare all’uomo alto e tonto dove fosse il tasto, nulla, mi è toccato scendere per l’ennesima volta, liberati, il mio amico è entrato nell’ascensore per far vedere all’uomo alto e tonto dove fosse il pulsante,il quale si era ben guardato di rientrare, il tutto con la moglie dell’amico che dall’alto era già al piano del mio appartamento che gli gridava di andare su e di lasciar perdere, nulla il mio amico entrava e schiacciava il tasto del mio piano, rimanendo chiaramente intrappolato, non aveva fatto i conti che il mio ascensore era più alto del suo di pochi centimetri, quelli sufficienti perché lui non arrivasse al pulsante che lo avrebbero liberato.

Ora immaginatevi la scena : l’amico chiuso nell’ascensore che non riesce ad aprire, la moglie che dall’alto lo insulta dandogli del cretino, dello scemo, il signore alto e tonto che ride divertito, parenti e amici che nel frattempo arrivano e mi fanno le condoglianze davanti alla porta dell’ascensore chiedendomi delucidazioni di quanto sta accadendo, e inevitabilmente ridono, mentre la moglie del mio amico continua a insultarlo incessantemente , cercate voi di non ridere, bene io ero alle lacrime….

Sceso di nuovo e liberato l’amico, messo un cartello all’ascensore con scritto “Rotto si prega di non salire” sono tornato al mio dolore.

Questa è la vita dramma e commedia

Se potete rimante chiusi a casa e non nell’ascensore.

35 pensieri riguardo “L’ascensore.

      1. Mi piacerebbe continuare a chiacchierare con te, ma siamo solo io e mia figlia, le ho promesso di guardare un film insieme. Cuore di mamma… poi ti lascio la buonanotte da qualche parte. Buona serata.

        "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...