Suocera e Messa fai da te al santuario.

La suocera è qualche settimana che ha espresso il desiderio di andare a prendere messa ad un santuario nelle nostre vicinanze, prima andava col suocero, ma come già detto il suocero non se la sente più di fare percorsi impegnativi in automobile. Dovevamo andare domenica scorsa, poi pioveva a dirotto ed abbiamo rimandato.

Alle 16 siamo partiti messa alle 17. La bellezza della liguria sta nell’avere tutto in racchiuso in un fazzoletto, in venti minuti ti ritrovi dal mare a 500 metri di altezza in mezzo a boschi bellissimi il santuario è incastonato in quello che era una volta un crocevia di strade che lo rendevano un punto cruciale ,ormai sostituito da altre strade, comunque grazie al santuario è un posto che soprattutto d’estate viene visitato ancora da molte persone.

La mattina io e dolce consorte l’abbiamo passata al mare, e alle 15 siamo andati via dalla spiaggia, arrivati a casa i suoceri con oltre mezz’ora di anticipo erano già pronti lì ad aspettarci.

La suocera soffre la macchina, dolce consorte soffre la macchina, ma per via dell’ età la suocera è davanti con me , la strada è tutto un curva curva .

La suocera per non patire la macchina ha un suo sistema, parla, quindi nei 25 minuti di percorso non ha fatto che raccontare. Il suocero è sordo nonostante i due apparecchi alle orecchie, così all’ennesima domanda di dolce consorte che gli aveva fatto per renderlo partecipe alla conversazione, ha detto” non capisco un cazzo, con tutte e due gli apparecchi ” e non ha più parlato, e neanche sentito a questo punto.

La suocera parlava, e dolce consorte mi ha chiesto di alzare il volume della radio che avevo azzerato, gli ho detto che non era bello ” alza ” con un tono che non permetteva repliche. La suocera è di quei posti quindi ha migliaia di ricordi, e poi è come me, gli piace dire cattiverie , quindi in realtà io mi diverto ad ascoltarla, dolce consorte sostiene che questi racconti di averli già sentiti un migliaio di volte.

Al mare si moriva dal caldo, al santuario ci voleva il maglione dal freddo, e poco prima aveva anche piovuto.

La messa era alle 17 e 30 e non alle 17, la chiesa era una ghiacciaia, c’era più caldo fuori, la suocera si è seduta pazientemente in una panca in chiesa in attesa della messa. Suocero e dolce consorte si sono diretti in un locale vicino a riscaldarsi, io ne ho approfittato per fare due passi nel bosco.

Alle 17 e 30 la chiesa era ancora tutta al buio, e del prete nessuna presenza, eravamo uno sparuto numero di persone non superavamo le dieci persone in tutto, e tutte non del posto, quindi nessuno sapeva esattamente cosa fare.

Alle 17 42 è arrivato il sacerdote, un giovane di colore, dal viso molto simpatico. Abbiamo dovuto aspettare che accendesse le luci, che accendesse le candele, che preparasse il necessario per la funzione, si vestisse ed iniziasse a dire messa, dire 17 e 55.

Il fai da te è nato perché l’uomo di fiducia della chiesa è stato beccato a fregarsi metà delle offerte, allontanato non hanno trovato nessuno che lo sostituisse.

Alla prima lettura il sacerdote ha chiesto se c’era qualcuno disponibile a leggere, un uomo sulla cinquantina, uomo acculturato, cittadino, e di chiesa si è reso disponibile togliendo dall’imbarazzo molti, soprattutto dolce consorte che io spingevo ad andare a leggere. ” vacci tu ” mi ha detto. Già l’avevo costretta alle prime file, mentre i suoceri erano rimasti nell’ultima fila. Eravamo già pochi, e poi tutti dietro non era bello.

Il vangelo e poi la predica. Bella, fatta bene, due punti soli espressi con chiarezza.

Il punto importante: non basta non fare del male per andare in paradiso, bisogna fare anche del bene, se no nisba. Io ormai immagino il paradiso come una landa desolata, poche anime sparse qua e là.

La raccolta delle offerte fatte dall’ennesimo volontario, poco avrebbe avuto da rubare a dire il vero.

Il sacerdote a fine messa prima di mandarci a casa con la benedizione di Dio, si scusava per il ritardo, dovuto ad una funzione in una località vicina, tre quattro messe in un giorno in posti diversi, ormai la crisi di vocazioni di preti e suore è talmente grave che se non ci fossero sacerdoti e suore straniere, molte chiese e conventi sarebbero ormai chiusi. La sconfitta del cattolicesimo in Italia si vede anche da questo.

Il suocero è stato in chiesa ma non ha chiaramente sentito nulla, e non vedeva l’ora di andarsene visto il freddo che c’era.

Il ritorno è stato gioioso , e in allegria la suocera dopo essersi pentita dei vecchi peccati, ha potuto iniziare di nuovo a peccare. La suocera fa un peccato solo come me d’altronde, diciamo cattiverie a valanga , e così io e suocera abbiamo iniziato dal prete, e dalla sua predica.

5 pensieri riguardo “Suocera e Messa fai da te al santuario.

  1. Bello il racconto. Il fatto che le chiese siano vuote è la riprova della incapacità di comunicare le cose alla gente o comunicare cose banali e peraltro non vere. Se andare in paradiso (ma io preferisco chiamarla vita eterna, vita e crescita continua) vuol dire fare del bene, allora anche un cane ci andrebbe, visto che ci sono casi del genere. Non basta, perché l’accesso o meglio l’uscita da questo , buco nero di mondo è in base all’energia o luce o comprensione della vita che una persona ha avuto, che ti garantisco distacco dalla Terra. La forza di gravità non attenaglia solo il corpo ma lo spirito, che è la parte immortale dell’uomo, se questo non si eleva, rimane attaccato a ciò che ama, ovvero il mondo, la Terra.
    La chiesa ha una responsabilità enorme, visto che è lei che ha dato le basi per la cultura occidentale che si è rilevata guerrafondaia, ma soprattutto per aver tolto alcuni importanti insegnamenti dai vangeli, perché ovviamente avrebbero liberato gli uomini dal loro controllo.
    Che scoppi la chiesa cattolica o rilevi ciò che nasconde sotto il pilastro della chiesa dei “Giovanni”.

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  2. Sì, il racconto è decisamente gustoso. Io mi schiero dalla parte di dolce consorte, perché mia madre è della stessa pasta della sua.
    A proposito del “punto importante” dell’omelia: in effetti, il cosiddetto Confiteor dice, tra le altre cose, “pensieri, parole, opere e omissioni”. Un bel guaio per chi desidera il paradiso! 🙂

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