Nel delirio dove passo il mio tempo per sopravvivere, cioè posto di lavoro, da tempo ormai molti lavori sono stati dati da svolgere a cooperative, visto che la paga è sotto i 6 euro puliti e visto che le ore settimanali sono poche e di sera è palese che chi arriva da noi di solito sono studenti per raggranellare qualche soldo, o i disperati in attesa di un posto migliore.
Il cambio è continuo diciamo che è difficile che qualcuno rimanga per più di un anno, quindi quando hanno imparato se ne vanno.
L’ennesimo universitario l’altra settima ci ha salutato, al suo posto è arrivato un uomo all’incirca della mia età, una bravissima persona, arriva sempre prima, va via sempre dopo, un lavoratore non si tira mai indietro, il problema che non ci capisce il verso, e il danno che fa è superiore ai benefici. “hai capito ” gli chiedo ” si ” mi risponde ” sicuro” ribadisco, mi guarda come dire non sono scemo, quando torno il danno è fatto.
La cosa ha molti aspetti divertenti, infatti si ride tutti ( escluso lui ) moltissimo, compresi i suoi colleghi di cooperativa, stanno diventando famose le minchiate che fa, ora se fosse un ragazzo sarebbe più facile per me insultarlo , ma vista l’età ( ho un cuore anch’io), non ce la faccio. Ho cercato di spiegargli che quando non capisce di chiedere, di non dirmi si per farmi contento, mi dice si, ma poi….. La cosa divertente sono le sue giustificazioni, fa tenerezza.
Il problema è che lui ha bisogno di questo posto di lavoro, e non vorrebbe perderlo, ora chi decide siamo io e il balordo del mio collega, cioè chiedono a noi ,e poi la ditta si muove di conseguenza, tra qualche giorno finisce la prova, e giuro che non so cosa fare. La persona meriterebbe, il lavoratore no, è palese che non c’è speranza che ci capisca il verso, e le sue mancanze ricadono inevitabilmente su gli altri, ma soprattutto su e me e l’altro balordo del mio collega.
Cosa è giusto e cos’è sbagliato fare?
Difficile decisione…una proroga alla prova? Ultima chance per capire come funziona altrimenti niente….
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ma dicendolo chiaramente, almeno così si spera che riesca a spiegare cos’è che non capisce…
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Non siamo noi che decidiamo, giuro che la cosa mi fa star male. Non ci arriva e basta, però e proprio una brava persona.
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però hai detto che vi ascoltano…
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Ha già fatto un rinnovo 5 più otto, la cooperativa l’ha recuperato dagli interinali.
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Lavori per un ente benefico?
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No, so benissimo che lasciarlo a casa è la scelta lavorativa giusta, ma umanamente no. Da qui il problema di coscienza.
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Povero ci va tempo per imparare cosa che non è più concessa
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In Italia sono tantissime le brave persone che però fanno danno al lavoro, basta guardare gli sportelli pubblici… ci trovi anziani che dovrebbero andare in pensione, e quante volte hanno fatto errori. Io darei fiducia a questa persona che, magari chissà, col tempo prima o poi imparerà! O magari ci si pone in modo diverso nei suoi confronti… perché quando non è l’altro che cambia, abbiano comunque il potere di cambiare noi.
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La verità che la precarietà del lavoro fa che i meno abili vengono alla fine esclusi, o sfruttati maggiormente. Io sono partito senza pregiudizi, il problema che il lavoro è adesso.
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Purtroppo, è una triste verità.
Certo, se davvero non ce la fa a fare il suo lavoro, e se proprio è difficile farlo rientrare in carreggiata, c’è poco da discutere.
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