Uomo di mare ai monti, disavventura a lieto fine.

Ci sono cose che la mia mente non concepisce proprio, una è la neve, nel mio mondo ideale la neve non esiste.

Nel mondo ideale della mia dolce consorte tutte le strade sono piane, e il freddo una cosa da abolire per legge.

Questo nostro modo di pensare spiega perché i monti non siano mai entrati nelle nostre mete di viaggio.

Solo una volta quando eravamo ancora senza prole avevamo deciso per i monti, la mattina siamo partiti partiti per i monti ed incredibilmente siamo arrivati all’Isola D’Elba, giuro è andata proprio così.

Solo l’avvento di mia figlia e la sua richiesta di andare ai monti ( già giovincella )ci ha spinto al grande passo.

Quattro anni di seguito, poi mia a mia figlia è passata questa malattia e a nessuno e mai più venuto in mente di tornarci.

La mia dolce consorte si stava rifiutando di prendere la funivia, ma l’alternativa era una lunga e faticosa passeggiata in salita quindi aveva ceduto, ma arrivata al rifugio si era rifiutata di salire verso la vetta ,( percorso da fare solo a piedi) ” andate , vi aspetto qui “

Io e mia figlia ci siamo incamminati lasciando sola la mia dolce consorte, arrivati in cima c’era una vista spettacolare, quindi visto la vista non c’era altro da fare, abbiamo deciso per il ritorno, la mia idea per accelerare il ritorno è stata quella che invece seguire il sentiero di scendere per quella che era evidentemente un pista di sci, se di discesa libera o altro non so dire, mentre scendevamo molto tranquillamente vedevamo il rifugio, quindi ho proposto a mia figlia di fare una corsettina così in pochi minuti saremmo arrivati. Mia figlia ammetto che mi ha guardato dubbiosa, ma poi ha accettato, e quindi abbiamo iniziato a correre in discesa, all’inizio la cosa è stata divertente, molto divertente finché la cosa non ci ha preso di mano, o meglio di gambe ,cioè le gambe hanno iniziato ad andare per i fatti loro, e l’idea di fermarci è diventata solo una nostra fantasia, poco dopo siamo ruzzolati giù per la pista.

Io mi sono rialzato quasi subito, ero pieno di escoriazioni, braccia e gambe, pantaloni rotti, maglietta stracciata, ma nell’insieme sano, mia figlia poco sopra non si alzava mi è venuto un colpo, mi sono avvicinato era viva e rideva, il riso isterico di chi si è preso uno spavento incredibile (ma alla fine è andato tutto bene)

Rialzata era tutta sana, raccattato tutto quello perso nella caduta ci siamo incamminati verso il rifugio, ridevamo come due pazzi.

Mentre scendevamo ho proposto ” se invece che correre dritti avessimo corso a zig zag?”

Non è bello e ripetibile qui quello che ha detto allora mia figlia, anche perché sono cose che a un padre non andrebbero mai dette, e non è ripetibile neanche quello che mi ha detto la mia dolce consorte quando ci ha visto arrivare in quelle condizioni.

La morale: non si corre a piedi verso valle in una pista di discesa libera d’estate, ci sono leggi fisiche che andrebbero conosciute anche a chi vive al mare.

I

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