Musica classica e grandi autori

In casa mia si è sempre sentita molta musica, inoltre essendo il più piccolo di una numerosa famiglia ho approfittato dei dischi dei miei fratelli, inoltre il mio fratello maggiore comprava a prezzi ridotti i dischi dei juke box, certo era tutta musica leggera, come si chiamava allora.

Ho la casa piena di dischi, musicassette, cd. Ora trovi tutto su internet, e basta una chiavetta.

La musica classica ? Tolto i brani più famosi il vuoto assoluto.

Io ho sempre fatto la raccolta differenziata anche quando non era obbligatoria, raccoglievo carta, lattine, plastica e la portavo dove c’erano i bidoni.

Una sera buttando la plastica dentro il bidone ho trovato una quarantina di cd tutti di musica classica tutti nuovi, e solo qualcuno aperto se no tutti sigillati.

Tolto i nomi più famosi gli altri perfetti sconosciuti.

Sono andato nel bar vicino è ho detto di aver trovato questa collezione di cd che probabilmente qualcuno li aveva gettati per sbaglio, che li avevo io.

Nessuno si è mai fatto vivo, la musica classica così è entrata nella mia vita.

Premetto di non essere diventato ne un esperto, ne un appassionato, preferisco ancora oggi la musica leggera, ma posso di avere ascoltato molti dei più grandi autori.

La musica classica era dedicata alla notte, cd e cuffie, è stata una perfetta compagna per molto tempo.

Ho ascoltato moltissime volte quei cd e ne intuisco la bellezza, ma riconosco di non saperne apprezzare fino in fondo la bellezza.

La musica classica è tornata ultimamente nella mia vita tramite un blog del già citato Claudio Capriolo, e così ogni mattina ascolto le sue proposte musicali, con scarsi risultati, ma con grande stima nei suoi confronti.

10 pensieri riguardo “Musica classica e grandi autori

  1. 😀
    In genere non amo parlare di me. Farò un’eccezione, ora, perché hai raccontato come la musica classica è entrata nella tua vita e voglio fare lo stesso.

    Quando sono nato, mio padre era il medico condotto di un paese di campagna, Castagneto Po, sito sulla collina torinese esterna a poco meno di 500 metri slm, non lontano da Chivasso. Allora – sto parlando della seconda metà degli anni 1950 – solo una minima parte delle strade di campagna era asfaltata: ci si muoveva dunque con difficoltà, specie durante le stagioni fredde, e anche per questo motivo chi abitava lassù aveva l’impressione di vivere lontano dal mondo.
    Mio padre amava la musica. Da ragazzo aveva iniziato lo studio del pianoforte, ma dovette abbandonarlo per cause indipendenti dalla sua volontà: quando aveva 11 anni la morte improvvisa del suo genitore e, poco tempo dopo, lo scoppio della guerra. La passione per la musica non l’aveva però abbandonato. Con i primi guadagni aveva acquistato un apparecchio radio-giradischi di fabbricazione tedesca che aveva un’acustica davvero fenomenale e dava la miglior prova di sé con la musica sinfonica tanto amata da mio padre – il suo compositore prediletto era Beethoven, ma non disdegnava nessuno dei grandi musicisti attivi fra Settecento e primo Novecento.
    Orbene, il parroco di Castagneto, dopo aver apprezzato la qualità dell’apparecchio, chiese di poterne usufruire in chiesa per rallegrare con un po’ di musica le funzioni domenicali – all’epoca la pieve era sprovvista di qualsiasi tipo di strumento. Mio padre (che, beninteso, come spesso succede ai medici era ateo) acconsentì; non solo: recatosi a Torino il sabato successivo, ne tornò con un disco lp di musica per organo che il giorno successivo fu molto ammirato dai parrocchiani.
    Ricordo ogni brano di quel disco, un’antologia di composizioni di autori tedeschi del Settecento che devo aver ascoltato migliaia di volte quando ero bambino. Non a caso, ancora oggi l’organo è lo strumento musicale che amo sopra ogni altro.
    Ecco, in questa situazione si è formato il mio gusto musicale 🙂
    Devo dire però di aver coltivato un certo interesse anche per un dato complesso di musica, diciamo così, leggera, anche se per ragioni non eminentemente musicali. Conosci già la storia della “band che non c’era”?
    https://clamarcap.com/2014/10/01/la-band-che-non-cera/

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      1. Sì, posso ben immaginarlo.
        Sai che di tanto in tanto mi ricapita di sognare di vivere in una grande casa di campagna? E quando dico “grande” intendo davvero enorme, con stanze gigantesche e pareti smisurate, perché evidentemente i miei ricordi risalgono a quando ero molto piccolo…

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