Nella mia vita ormai sono quasi anziano è capitato una sola volta di assistere a un funerale con una bara bianca.
Ero bambino anch’io avrò avuto sui dieci anni.
Una famiglia di compaesani dei miei genitori(le mie origini sono meridionali), che erano emigrati anche loro e vivevano nel paese dove sono cresciuto
La famiglia era composto da padre madre e tre figlie, la più grande era in classe con me alle elementari
La compaesana e amica di mia madre era rimasta nuovamente incinta.
A quei tempi si facevano figli anche se si era poveri.
I medici le avevano consigliato l’aborto, si erano accorti che c’erano dei gravi problemi e che se anche la gravidanza fosse andata a buon fine in ogni caso il bambino non sarebbe sopravvissuto che qualche mese. Questo e quello che avevo sentito dire dai miei genitori.
La compaesana aveva deciso di portare avanti la gravidanza e affidarsi a Dio.
A quei tempi il sentimento religioso era molto forte come la fede in Dio.
La compaesana aveva partorito ma i medici purtroppo avevano avuto ragione e il bambino era nato con una malattia incurabile e la sua vita sarebbe durata al massimo qualche mese.
Ricordo di averlo visto una sola volta, era di un colore giallo. Sorrideva era a passeggio con la madre.
Dopo qualche tempo le cose erano peggiorate, lo so perché i miei genitori ne avevano parlato in casa. C’era stato un inutile ricovero del bambino, quini la scelta di portarlo a casa e farlo morire nelle mura domestiche tra l’affetto dei suoi cari.
Inutile dire che tutto il paese si era stretto intorno alla famiglia.
Non c’era provenienza che teneva, parmigiani, piacentini, siciliani, calabresi, milanesi si erano uniti al dolore della famiglia e gli erano stati vicini.
Ora il mio ricordo è di una bara bianca portata a spalla dai parenti e amici.
La madre distrutta dal dolore. Mettiamoci che in meridione il dolore viene anche un po’ sceneggiato, accentuato forse è meglio. Lo so perché avevo una madre che volendo poteva fare l’attrice.
Come detto la madre distrutta dal dolore e le sorelle tutte in lacrime che piangevano la morte del fratello. Una scena da strappacuore.
Tutte le donne presenti erano in lacrime.
Gli uomini erano uomini e non potevano piangere una volta era così.
Avevo come detto sui 10 anni e già allora mi ero posto la domanda che senso aveva avuto far nascere quel bambino sapendo il dolore che avrebbe procurato la sua morte ?
Ricordo esattamente questo pensiero che continuava a frullarmi nella mia mente di bambino.
Non aveva senso evitare tutto questo ?
Premetto che sapevo quasi esattamente cosa fosse un aborto, non avevo chiaro come ci finisse dentro la pancia il bambino. Ma questa è un’altra storia.
Questo ricordo è stato messo in un cassetto e stranamente fino a ieri non è uscito più fuori.
Non che non ci siano stati altri casi simili ma questo episodio della mia vita non è venuto a galla fino a ieri mentre commentavo l’avvenimento.
Da una parte c’è chi parla di assassinio di stato, dall’altra di accanimento terapeutico ognuno convinto delle sue verità.
Sinceramente non lo so
Ma ieri come detto mi è venuto in mente la scena del funerale con tutto quel dolore da parte di tutti. Certo quel bambino è stato voluto e amato e se anche per poco ha ricevuto tutto l’affetto possibile e la sua presenza sicuramente ha dato amore a tutti i suoi famigliari.
Forse la vita non si valuta in quanto tempo stiamo qui ma in quanto amore riusciamo a dare e forse quel bimbo fragilissimo ha saputo regalare in qualche mese molta più gioia di più di vite lunghissime e senza amore.