Il rosario dello zio di dolce consorte si è svolto in una chiesetta di montagna sperduta in un bosco. Un freddo cane. Alla fine per riscaldarmi ho acceso tutte le candele di cera sul porta candele della chiesetta. E’ sicuro che il morto con quel freddo non si decompone.

Dolce consorte ha sbagliato gli orari e siamo arrivati troppo presto.

La chiesetta è ai margini di un bosco, nella stradina per arrivarci ci passa solo un’ auto per volta. Se c’ è la mucca neanche quella.

Il contesto è da favola o da film horror a seconda della stagione.

Non c’ nessuna luce esterna quando cala il buio non si vede nulla

La chiesetta è piccolina, al massimo può contenere un trentina di persone ed è senza nessun tipo di riscaldamento. C’ era più freddo dentro che fuori e fuori faceva freddo e c’ era anche il vento.

Al morto si sono scordati di raddrizzare le gambe, quindi era dentro la bara ma le ginocchia spuntavano fuori. E’ la prima volta che mi è capitato di vedere una cosa così.

Quando sono andato a salutarlo per l’ ultima volta ho provato a spingere in giù il ginocchio, ma era duro come il marmo.

Dovranno spezzargli le gambe, per farlo stare dritto nella, bara. Il fatto che sia morto aiuta nella cosa.

Finché c’è stato il sole, ho fatto avanti in dietro, ogni tanto uscivo e andavo a riscaldarmi vero che ci sarà stato un grado fuori, ma sempre di più che dentro.

Quando è andato via il sole è stato un disastro. Un freddo becco sia dentro che fuori.

Dentro la chiesetta quando parlavi usciva la condensa dalla bocca.

Il freddo più intenso era a piedi. Per non farli congelare dovevi muoverti o ballare tipo il tip tap.

A un certo momento mi è venuta un’ idea.

Mi sono fatto dare due euro da dolce consorte e sono andato dal porta candele della chiesetta. Messo i soldi, ho chiesto un accendino in prestito, non c’ era nulla per accenderle.

Non ho messo candele nuove ma acceso tutte quelle che c’ erano già mezze consumate.

Mi sono fatto la mia stufetta personale. Certo i piedi erano a meno due e le mani bruciavano, ma in mezzo avevo la temperatura ottimale.

Intanto la chiesetta si è riempita.

Il prete è arrivato , dicono che ha 84 anni, a vederlo gli dai 50 anni, va sempre a piedi, anche quando freddissimo. Si vede che è per quello che si conserva bene.

Non ha detto una parola sul morto. E’ partito deciso con i 5 misteri, tipo come mai non fossimo ancora tutti congelati, nonostante erano tre ore che eravamo lì dentro.

Ma il mistero più grande è stato come hanno fatto a resistere tutte quelle donne senza andare a pisciare, visto che la chiesetta era sprovvista di un bagno.

Il prete elencati i misteri, ha preso e se né andato, nel buio a piedi. Mi hanno detto che c’ erano almeno tre km da casa sua. E’ sicuro che questo lo fanno santo. Comunque una parola sul morto non l’ ha detta. Anche questo è un mistero.

Finalmente siamo andati via. Riscaldamento auto al massimo.

Ma il viaggio è durato, poco. Mi è toccato fermarmi, alla prima pizzeria ” devo pisciare, e così intanto mangiamo qualcosa ” mi ha detto dolce consorte. Il miracolo della chiesetta che non fa pisciare le donne era già finito

5 pensieri riguardo “Il rosario dello zio di dolce consorte si è svolto in una chiesetta di montagna sperduta in un bosco. Un freddo cane. Alla fine per riscaldarmi ho acceso tutte le candele di cera sul porta candele della chiesetta. E’ sicuro che il morto con quel freddo non si decompone.

  1. 🎀 Nonostante l’argomento, ed il particolare un po’ macabrio, (“rigor mortis” delle ginocchia del defunto), sei riuscito a dare una incredibile vivacita’ (freddolosissima) alla cronaca dei fatti ~ Non ho capito il problema urinario attribuito solo alle donne ~ Mi risulta che anche gli uomini necessitino di poter urinare … ~ Buon lunedi’ All!

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  2. Dai che alla fine è andata bene. Avrai apprezzato di più il riscaldamento a casa tua una volta tornato e nel frattempo hai portato fuori a cena tua dolce consorte (la quale dubito abbia detto “mi scappa da pisciare”, generalmente le donne sono più fini).
    Due piccioni con una fava (fredda)…

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