Episodio reale.Quando è destino le cose avvengono volendo o no. La cena tra i vecchi amici d’infanzia a cui non ho voluto partecipare.

Qualche giorno fa ho pubblicato un pezzo dove raccontavo dell’ invito a cena da parte di uno dei miei più cari amici d’infanzia. Sono stato testimone al suo sfortunato matrimonio.

Insieme agli altri del gruppo storico ( 6 volendo 7 componenti)avevano deciso di passare una serata tutti insieme. E’ più di 20 anni per gli altri, per me 30 che la cosa non succede.

Con la scusa che delirio(lavoro )fino alle 22 ho declinato l’ invito.

Se avessi voluto ci sarei andato, ma non ho voluto,sul momento non mi è neanche passato per la mente. Preciso che ho buoni rapporti con tutti, soprattutto perché non li frequento più.

Dai 6 anni fino ai 30 trent’anni sono stati la mia quotidianità.

Raccontato l’ episodio sul blog e a dolce consorte, lei mi ha rimproverato per aver rifiutato l’ invito.

“Sono i tuoi amici del cuore ” mi ha detto.

“Sono gli amici di un tempo passato” ho risposto per giustificarmi.

Solo i ricordi ci legano. E per modo di essere non vivo mai di ricordi.

Sta di fatto che ho cominciato a riflettere sul fatto.

Infondo vederli tutti insieme una volta non sarebbe stato così terribile, ho pensato.

Quando il destino vuole non c’ è volontà che tenga.

L’ altra notte mentre tornavo dal delirio, chi vedo?

Erano fuori dal locale dove avevano appena finito di cenare

Erano lì a parlare.Li guardo con tenerezza e provo un senso di gratitudine col destino che mi ha permesso di rivederli tutti in una volta. Quindi accelero la moto prima che qualcuno mi riconosca e torno a casa di corsa.

I ricordi sono ricordi ed è meglio lasciali lì e tirarli fuori ogni tanto ma con parsimonia. Uno alla volta possibilmente.

16 pensieri riguardo “Episodio reale.Quando è destino le cose avvengono volendo o no. La cena tra i vecchi amici d’infanzia a cui non ho voluto partecipare.

  1. So che detta così potrebbe sembrare un’invenzione, ma fidati è verità: una cosa quasi identica è successa anche a me, non più di cinque anni fa. Devo ammettere che un pizzico di dispiacere e un’ombra di rimorso per non esserci stato li ho avuti… almeno all’inizio. Poi una leggera pressione sul pedale dell’acceleratore (più o meno come la tua torsione sulla manopola della moto) ha velocemente contribuito ad alleggerire il tutto. “Uno alla volta” e “un giorno dopo l’altro” sono le parole chiave di noi asociali socievoli. 😉

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  2. 🎀 Libera intelligenza in questo racconto, che contiene molti elementi di sana valutazione delle cose ~ Essere adulti, (non in senso anagrafico, ma di pensiero), ed essere autonomi (non in senso economico, ma di pensiero) e’ anche questo … ~ Buon venerdi All!

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  3. Appena terminato di leggere non sono lucida: io mi cibo di nostalgia.
    Però ti dico che con gli anni ho imparato anche io a smettere di infilarmi nel girone del “ci incontriamo.”
    A parte il fatto che, come dici, spesso non serve nemmeno spendere energie: la maggior parte delle iniziative naufraga autonomamente, preferisco casomai esserci in altri modi.
    Da noi, sai che io sono nata in un piccolo paese, esiste ancora la tradizione delle cene (ormai pranzi in realtà) dei coscritti. Ci sono annate che organizzano tutti gli anni, altre che aspettano le ricorrenze “tonde.”
    Io sinceramente passo.
    Dall’altra parte però dedico sempre più tempo alla mia migliore amica.
    Che è mia coetanea.
    E vive nel mio paese di origine.

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  4. Sentimenti ambivalenti che capisco benissimo, ma alla fine sono (quasi) sempre per provarci… Ma non per rimembrare i vecchi tempi, ma per viverne uno nuovo. Di nuovo buongiorno in estremo ritardo

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