I bambini della casa del bosco e l’ orco cattivo ( lo stato) Quando si abusa del proprio potere.

Sarò sincero dubito fortemente dell’ efficienza dei servizi sociali.

Sarà che ho conosco delle persone che ci lavorano e secondo me sono loro che ne avrebbero bisogno.

Sarò doppiamente sincero dubito fortemente della giustizia e non c’ entra la separazione delle carriere, ma di come si diventa giudice e chi diventa giudice. Fidarsi dei giudici in Italia è un vero atto di fede contro ogni evidenza.

Prima di togliere i bambini a questa famiglia ( incensurata) qualcuno mi dovrebbe spiegare se è meglio vivere in un campo rom, o in case fatiscenti nella povertà assoluta ?

Ma mi pare che non ci sia tutta questa attenzione per questi bambini.

I genitori non sono due ignoranti , persone senza cultura. Ma persone che hanno una visione diversa di come dovrebbe funzionare il mondo. Questa è la loro colpa maggiore.

Una famiglia di ladri va bene, perché si adegua al governo, quindi può tenere i figli, chi vuole vivere fuori dal consumismo e vivere nella natura , no, perché è un eversivo pericoloso e gli vanno tolti i figli.

La domanda che ci dovremmo porre: ma i bambini erano felici e sereni ?

Sicuramente più di quelli che hanno entrambi i genitori che lavorano e non vedono mai.

Sicuramente più di quelli lasciati soli davanti ad un tablet o al PC

Sicuramente più di quelli che hanno genitori divorziati che vedono due volte alla settimana normalmente il padre.

Sicuramente….. e la lista la lascio finire a voi

Dire che tutto andava bene così sinceramente non lo so. Obbiettivamente a me non verrebbe neanche in mente di vivere come quella famiglia e sicuramente non è una scelta che avrei fatto per figlia.

Ma quali sono i diritti e i doveri dei genitori?

Le colpe pare sia nelle vaccinazioni non fatte e che i bambini non vanno a scuola, ma hanno un insegnante privata che va a casa loro. Più che la scuola il problema pare sia la socializzazione, non c’ era nessuno che li bulizzava e li prendeva in giro. Cosa necessaria per quando si diventa adulti per poi poter andare dagli psicologi.

Mio padre avrebbe pagato per vivere in una casa così, ha vissuto in un baracca , c’ era stato il terremoto 1908. La casa l’ ha vista da adulto grazie a Mussolini. Non rompete il cazzo e non dite che non è vero. Qualcosa di buono l’ ha fatto anche Mussolini.

Spero che i bambini possano tornare nella casa del bosco e per la socializzazione ci porterei i bambini che passano tutto il giorno davanti alla TV ,al cellulare o al pc.

44 pensieri riguardo “I bambini della casa del bosco e l’ orco cattivo ( lo stato) Quando si abusa del proprio potere.

  1. Sarò sincero anche io, qui con questa storia è messo tutto in modo da non farci capire un cazzo:

    Si tratta innanzitutto di DUE storie:

    Una è una famiglia che vive in Abruzzo (Vasto) e si tratta di una coppia di stranieri (angloaustraliani o so un cazzo di dove). La cosiddetta “casa nel bosco”, quella che ci sono andati pure quelli delle Iene per capirci.

    Un’altra è una famiglia che vive in Toscana, lui italiano, lei russa (non so se russa pure a letto, ma viene dalla Russia), e quelli sono quelli “autodeterminati” di cui parla anche la nostra Elena Delle Selve.

    Da qui in avanti è tutto un confondere le acque: non si capisce a chi li vogliano portare via, a chi li abbiano di fatto portati via (anzi pare certo che a quelli in Toscana li hanno portati via) e soprattutto perchè. Di sicuro ci sono solo tante chiacchiere ed il fatto che se bastano le motivazioni ufficialmente addotte per entrambi i casi, un terzo delle famiglie residenti su territorio italiano sono a rischio di trovarsi senza figli.

    E questo non va bene.

    Devo studiare meglio e capirci qualcosa in più prima di parlarne (ammesso che a qualcuno gliene freghi un cazzo di quello che eventualmente avrei da dire in merito)

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      1. Non così strana… quando accendi i riflettori su una cosa, tendono ad uscire fuori tutte quelle simili. E a volte fa comodo che l’attenzione del pubblico si concentri su una piuttosto che su un’altra (e io non sono complottista, sia chiaro 😉 ).

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  2. D’accordo al 100% con te Allegro. Probabilmente fa paura che una famiglia decida cosa sia meglio per i propri figli (in mancanza di maltrattamenti o abusi, sia chiaro).
    Articolo 26 della Dichiarazione dei diritti umani : 3) I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
    Subito dopo la guerra è stato evidente che se l’educazione dei figli è amministrata dallo Stato i danni sono assicurati. Quindi è la famiglia che sceglie per il bene dei propri figli, non lo Stato o la scuola ( accenno polemico sui tentativi di entrare nelle classi da arte di certe associazioni ideologizzate).
    Buona giornata

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  3. 🎀 Bellissime considerazioni per loro oggettivita’ ~ Considerazioni umane e giuste, scevre da schemi di parte o da pregiududizi allineati ~ Soprattutto considerazioni che sono ben collegate con esperienze e relative valutazioni ~ Mi colpisce la dirittura del pensiero, la linearita’ delle osservazioni ~ Mi colpisce anche il pregio raro dell’onesta’ intellettuale, con cui riconosci il bene e il male in relazione ad un personaggio controverso come il Mussolini, sulle cui poche ma evidenti realizzazioni utili e’ stato steso il telo mortuario ed innalzato un altare sacrificale a senso unico ~ (Mussolini, figura deprecabile, ha pur fatto qualcosa di buono) ~ E, come disse il Cristo, per essere giusti bisogna “dare a Dio quel che e’ di Dio ed a Cesare quel che e’ di Cesare” ~ Si chiama equita’ ~ Riguardo la assurda vicenda dei bambini sottratti ai genitori, sottoscrivo tutte, una per una, le tue considerazioni ~ Spero che la famiglia sia aiutata con criterio e possa essere riunita ~ Sembra che ormai lo Stato di diritto, nelle mani di magistrati sconnessi da valori umani (i piu’ sacri) produca vicende disumane, spurie ~ I Servizi Sociali? ~ Mi viene in mente Bibbiano ~ Cose turpi ~ Sui bambini esiste da sempre un business immondo ~ Buona giornata All!

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  4. A mio parere togliere i figli è estremo, quanto staranno soffrendo quei bambini? Se i servizi sociali funzionassero forse un approccio più professionale e delicato con questi genitori poteva portare a soluzioni meno estreme. Per fare questo servono professionisti seri.
    Rari purtroppo.
    Buona giornata Allegro🌹

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  5. Prima di farmi un’opinione mi piace sentire entrambe le campane, ma qui fin’ora abbiamo sentito solo la versione della famiglia del bosco e del suo avvocato. Comunque per ciò che al momento ne sappiamo concordo con te su tutto.
    🤔

    D’altra parte credo che quello che tu hai esposto sia anche il pensiero di Salvini, il che mi sembra abbastanza preoccupante.
    😁

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  6. Si impara a socializzare molto più con gli animali, come facevano questi bambini, che nella scuola odierna.
    Il resto lo hai detto molto egregiamente tu. Il vero problema per loro (Stato) è che SONO CONTRO QUESTA SOCIETA’ DI MERDA E INDIFENDIBILE. LORO (I LADRI DI BAMBINI) LA DIFENDONO PERCHE’ FANNO PARTE DELLO STATO.
    Detto ciò i figli questi li tolgono a chi gli pare, non esitando a inventarsi stupri, messe nere e chi più ne ha più ne metta.
    DOVREBBE ESSERE UN REATO GRAVISSIMO TOGLIERE DEI FIGLI A DEI GENITORI SENZA COLPE, MA IN ITALIA NON LO E’.
    E POI C’E’ GENTE CHE DICE CHE NON VEDE TUTTE QUESTE INGIUSTIZIE IN GIRO…

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  7. Il mio parere sull’intervenire dei servizi sociali e quindi del Comune, e dunque dello Stato, è esplosivo! La baluginata, pretesa ragione che i genitori non sono proprietari dei figli è stomachevole! La coppia ha scelto una vita diversa da quella civilizzata, la scelta dei due è stata offerta ai figli che sono minorenni e sono accuditi come solo l’amore genitoriale può fare, l’abuso legale avrà possibili ripercussioni e traumi nei bambini, strappati anche per un tempo limitato, alla famiglia! Se un barlume di equità di giustizia amministrata si intravvede, i due genitori devono denunciare il Comune e ottenere scuse!

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  8. Sono d’accordo con te al cento per cento e aggiun go, che a mio modesto parere il disumano è togliere l’affetto dei genitori a quei due bimbi, questa è la vera disumanità tutto il resto invece, sono solo punti di vista e che volendo si poteva trovare un punto d’incontro senza ricorrere a tanto…

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  9. Riporto le motivazioni del triunale per maggiore chiarezza:

    l Tribunale per i minorenni di L’Aquila, riunito nella Camera di Consiglio, con la presenza dei giudici Cecilia Angrisano Presidente, Roberto Ferrari Giudice rel. Simone Giovarruscio Giudice onorario e Alida Gabriela Alvaro Giudice onorario; visti gli atti del procedimento relativo ai minori figli di Trevallion Nathan e Birmingham Catherine, viste le richieste formulate dalle parti nelle memorie difensive e all’udienza di comparizione; ha pronunciato la seguente ordinanza: con il ricorso introduttivo il PMM – premesso che: il Servizio Sociale aveva segnalato la condizione di sostanziale abbandono in cui si trovavano i minori, in situazione abitativa disagevole e insalubre e privi di istruzione e assistenza sanitaria; la famiglia viveva in un rudere fatiscente e privo di utenze e in una piccola roulotte; i minori non avevano un pediatra e non frequentavano la scuola; la loro situazione era giunta a conoscenza del Servizio Sociale a seguito dell’accesso al pronto soccorso della famiglia per ingestione di funghi;- ha chiesto la limitazione della responsabilità genitoriale con affidamento al Servizio Sociale, anche al fine di provvedere al collocamento più adeguato per i minori. Con decreto del 23/4/25 – confermato con ordinanza del 22/5/25 – questo Tribunale ha affidato i minori al Servizio Sociale, attribuendogli il potere esclusivo di decidere sul loro collocamento, nonché sulle questioni di maggior rilevanza in materia sanitaria. La situazione descritta nella relazione del Servizio Sociale e in quelle dei Carabinieri del 23/9 e 4/10/24 manifestava indizi di preoccupante negligenza genitoriale, con particolare riguardo all’istruzione dei figli e alla vita di relazione degli stessi, conseguenti alla mancata frequentazione di istituti scolastici e all’isolamento in cui vivevano. Era inoltre imprescindibile una relazione tecnica sulla sicurezza statica del rudere destinato ad abitazione dei minori. Sotto il profilo sanitario era invece necessario svolgere più compiuti accertamenti sulla condizione dei minori, non essendovi elementi sufficienti per porre in relazione la negligenza genitoriale (alla luce delle prescrizioni normative vigenti) con una situazione di pregiudizio dei figli. Il Servizio Sociale affidatario è stato pertanto specificamente incaricato di effettuare una visita pediatrica per l’accertamento della condizione di salute dei minori e di valutare il miglior collocamento degli stessi, in comunità o presso altre famiglie, ove non vi fosse una relazione tecnica sulla sicurezza statica dell’immobile o la stessa fosse negativa. All’udienza ex art. 473-bis.15 cod.proc.civ. i genitori hanno evidenziato di avere attestato la regolarità del percorso di istruzione parentale della figlia Utopia Rose e dichiarato di avere la disponibilità di una normale abitazione sita a Dogliola provvista di tutte le utenze; il Servizio Sociale ha esposto l’attività svolta con la mediazione, anche linguistica, di un precedente difensore e le intese raggiunte. All’udienza ex art. 473-bis.22 cod.proc.civ. i genitori hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori di ristrutturazione del casale e le vicende (in particolare sotto il profilo amministrativo) che li avevano rallentati. I minori sono stati ascoltati il 28/10/25 alla presenza della madre, che ha collaborato anche all’interpretazione delle dichiarazioni dei figli, che non avevano una buona conoscenza della lingua italiana. L’adempimento dovrà pertanto essere rinnovato con la partecipazione di un interprete e all’esito della maturazione delle condizioni che consentano ai minori di esprimersi liberamente al riparo da potenziali condizionamenti dei genitori o delle altre controparti.
    Con relazione del 14/10/25 il Servizio Sociale ha descritto quanto compiuto dopo l’udienza cautelare. Contrariamente all’impegno a collaborare dichiarato all’udienza, i genitori non hanno inteso più avere incontri e colloqui con gli assistenti sociali. È stata quindi necessaria una visita domiciliare nel corso della quale i genitori hanno impedito l’accesso all’abitazione e un contatto diretto tra gli assistenti sociali e i minori. A seguito dell’intervento del difensore i genitori hanno poi accettato di concordare un progetto di intervento diretto a favorire l’integrazione sociale, garantire un migliore contesto abitativo per i minori e acquisire la documentazione sanitaria e quella relativa all’obbligo scolastico. E’ stato inoltre concordato un accesso settimanale dell’intero nucleo familiare presso un centro socio-psico-educativo comunale, dove vengono svolte diverse attività di supporto alla genitorialità in favore di gruppi genitori-bambini. I genitori hanno poi rifiutato di partecipare alle attività di supporto alla genitorialità, senza partecipare ad alcun incontro. Gli accertamenti sanitari obbligatori non sono stati compiuti. I genitori hanno esibito al Servizio Sociale, affidatario esclusivo riguardo alle scelte di natura sanitaria, un certificato medico per ciascun minore nel quale la pediatra evidenzia la necessità, in considerazione della storia clinica e familiare, di effettuare visita neuropsichiatrica infantile per una globale valutazione psicologica e comportamentale dei bambini, nonché esami ematochimici per una valutazione dello stato immunitario vaccinale. I genitori hanno dichiarato che consentiranno gli accertamenti richiesti della pediatra se verrà loro corrisposto un compenso di 50.000 euro per ogni minore. Il Servizio Sociale ha inoltre trasmesso copia della perizia eseguita da un geometra su incarico dei genitori, nel quale si attesta l’assenza di lesioni strutturali pregiudizievoli per la statica dell’abitazione, l’assoluta assenza di impianti elettrico e idrico/sanitario e la carenza di rifinitura e infissi. La perizia è del tutto insufficiente a dimostrare condizioni dell’immobile idonee alla tutela dell’integrità fisica dei minori. Non sono prodotti i documenti necessari previsti dal TUE; non è prodotto il certificato di collaudo statico ed è pacifica l’assenza degli impianti elettrico, idrico e termico, dei quali non è ovviamente verificabile la conformità. Non sono verificate le condizioni di salubrità dell’abitazione, con particolare riguardo all’umidità, incidente sullo sviluppo di patologie polmonari. L’assenza di agibilità e, pertanto, di sicurezza statica (anche sotto il profilo del rischio sismico e della prevenzione di incendi), degli impianti elettrico, idrico e termico e delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità dell’abitazione comporta una presunzione ex lege (art. 24 TUE) dell’esistenza di pericolo di pregiudizio per l’incolumità e l’integrità fisica dei minori. Quanto all’istruzione scolastica, i genitori hanno prodotto un certificato di idoneità alla classe terza per Utopia Rose rilasciato dalla “Novalis Open School” di Brescia. I genitori non hanno esibito al Servizio Sociale, nè prodotto in giudizio, la dichiarazione annuale al dirigente scolastico della scuola più vicina sulla capacità tecnica o economica di provvedere all’insegnamento parentale, diretta a consentire al dirigente scolastico il controllo della fondatezza di quanto dichiarato. Il certificato stesso, così come il progetto didattico-educativo previsto dall’art. 3 DM 5 dell’8 febbraio 2021, inoltre non sono stati ritualmente prodotti in giudizio; il certificato trasmesso in copia dal Servizio Sociale non risulta previamente depositato presso la dirigenza scolastica competente per la vigilanza. Va peraltro evidenziato che l’ordinanza cautelare non è fondata sul pericolo di lesione del diritto dei minori all’istruzione, ma sul pericolo di lesione del diritto alla vita di relazione (art. 2 Cost.), produttiva di gravi conseguenze psichiche ed educative a carico del minore. La deprivazione del confronto tra pari in età da scuola elementare (circa 6-11 anni) può avere effetti significativi sullo sviluppo del bambino, che si manifestano sia in ambito scolastico che non scolastico. Il gruppo dei pari è un contesto fondamentale di socializzazione e di sviluppo cognitivo/emotivo, che offre opportunità uniche rispetto all’interazione con gli adulti. In ambito scolastico il confronto e l’interazione con i compagni sono cruciali per l’apprendimento e il successo formativo.
    La letteratura scientifica (Teoria Socio-Culturale di Vygotskij, Teoria Cognitivo-Evolutiva di Piaget, Teoria dell’Apprendimento Sociale di Bandura, Teoria Ecologica di Bronfenbrenner, Teoria dello Sviluppo Psicosociale di Erik Erikson) al riguardo ha compiutamente descritto i potenziali effetti della loro assenza. Difficoltà di apprendimento cooperativo: il bambino può avere problemi a partecipare efficacemente a lavori di gruppo, alla peer education (educazione tra pari) o al cooperative learning, perdendo l’opportunità di rinforzare le conoscenze spiegandole agli altri o di imparare da prospettive diverse. Mancanza di autostima e motivazione: la deprivazione può limitare la possibilità di ricevere conferme e valorizzazione dai coetanei, riducendo l’autostima e la motivazione all’impegno scolastico. Problemi di regolazione emotiva e comportamentale in classe: il bambino potrebbe faticare a gestire i conflitti (non avendo imparato a negoziare e a comprendere le diverse prospettive), manifestando comportamenti di isolamento o, al contrario, di aggressività (bullismo). Incapacità di riconoscere l’altro: il mancato confronto tra pari, soprattutto in contesti di deprivazione socio-culturale, può portare a una minore empatia e a una difficoltà nell’instaurare relazioni positive. In altri ambiti di vita le conseguenze si estendono alla sfera sociale ed emotiva generale. Sviluppo di abilità sociali e comunicative: l’interazione con i pari è il banco di prova per l’acquisizione di competenze sociali adattive (ad esempio, negoziazione, rispetto delle regole del gioco, gestione delle emozioni). La deprivazione limita l’opportunità di sperimentazione e maturazione di queste abilità. Rischio di isolamento e bassa autostima: il rifiuto o la mancanza di interazione con i coetanei espongono il bambino al rischio di isolamento sociale, portando a una bassa autostima e, in casi estremi, a sintomi di ansia sociale o depressione. Vulnerabilità alla pressione dei pari (orientamento ai pari): paradossalmente, un senso di sé poco definito a causa della deprivazione di interazioni positive può rendere il bambino più influenzabile (più “orientato ai pari”) quando entra in contatto con un gruppo, non avendo sviluppato la capacità critica e l’identità necessarie per compiere scelte indipendenti. Difficoltà nella gestione del conflitto: senza il confronto, il bambino può non sviluppare la capacità di affrontare in modo costruttivo la conflittualità e la dissonanza cognitiva che emergono dai diversi punti di vista, un elemento cruciale per lo sviluppo cognitivo e identitario. La socializzazione tra pari può, dunque, essere considerata un ambiente che non solo riflette le competenze acquisite in altri contesti (come la famiglia), ma che contribuisce in modo autonomo e necessario allo sviluppo di nuove e specifiche abilità socio-emotive. La deprivazione del confronto tra pari ostacola lo sviluppo delle competenze sociali, emotive e cognitive essenziali, rendendo più difficile l’adattamento del bambino sia nel sistema educativo che nella società in generale.
    Con memoria depositata il 12/11/25 il curatore speciale ha poi segnalato la sopravvenienza di nuove condotte genitoriali inadeguate. L’11/11/25 i genitori hanno fatto partecipare ai figli a una trasmissione televisiva a diffusione nazionale (“Le Iene”), nel corso della quale sono state descritte le condizioni di vita della famiglia, violando il diritto dei minori alla riservatezza e alla tutela dell’identità personale (art. 16 Convenzione New York 20 novembre 1989, art. 8 CEDU, art. 7 Carta dei diritti fondamentali UE). Si deve al riguardo rammentare che l’art. 50 del codice in materia di protezione dei dati personali ha esteso il divieto di pubblicazione e divulgazione con qualsiasi mezzo di notizie o immagini idonee a consentire l’identificazione di un minore, già previsto dal D.P.R. 22 settembre 1988 n. 448, ai casi di coinvolgimento a qualunque titolo del minore in procedimenti giudiziari in materie diverse da quella penale, e dunque a ogni procedimento civile (minorile o ordinario) in cui il minore sia in qualunque modo coinvolto (parte, interessato, testimone, ecc.). Le vicende oggetto del presente procedimento risultano inoltre divulgate attraverso i mezzi di comunicazione di massa (pubblicazioni cartacee, on-line e televisive, social media) con diffusione dei dati idonei a consentire l’identificazione dei minori, diretta, anche attraverso la pubblicazione di foto che li ritraggono, o per il tramite delle generalità e della residenza dei genitori. I genitori, con tale comportamento, hanno mostrato di fare uso dei propri figli allo scopo di conseguire un risultato processuale a essi favorevole in un procedimento de potestate, nel quale assumono una posizione processuale contrapposta a quella dei figli e in conflitto di interessi con gli stessi.
    E tale risultato processuale è da essi perseguito non all’interno del processo, avvalendosi dei diritti garantiti alle parti dalla legge processuale, ma invocando pressioni dell’opinione pubblica sull’esercizio della giurisdizione. In considerazione delle gravi e pregiudizievoli violazioni dei diritti dei figli all’integrità fisica e psichica, all’assistenza materiale e morale, alla vita di relazione e alla riservatezza, i genitori vanno sospesi dalla responsabilità genitoriale. E’ inoltre necessario ordinare l’allontanamento dei minori dall’abitazione familiare, in considerazione del pericolo per l’integrità fisica derivante dalla condizione abitativa, nonché dal rifiuto da parte dei genitori di consentire le verifiche e i trattamenti sanitari obbligatori per legge. È infatti dimostrato dalle vicende occorse che il mero conferimento al Servizio Sociale affidatario di poteri diretti al compimento degli atti sanitari non è sufficiente ad assicurare l’esecuzione degli stessi, essendo necessario conferire all’affidatario la effettiva custodia dei minori. Va per il resto confermato il provvedimento di affidamento esclusivo al Servizio Sociale adottato in fase cautelare. Il Servizio Sociale è inoltre incaricato di disciplinare la frequentazione tra genitori e figli, con modalità idonee a prevenire il rischio di sottrazione. In sede di esecuzione dell’allontanamento il Servizio Sociale è autorizzato a richiedere l’assistenza della forza pubblica, tenendo conto delle seguenti indicazioni:
    1. all’ attuazione delle misure disposte a tutela del minore sono tenuti in egual misura i genitori (anche ove sospesi) e il Servizio Sociale; l’ inottemperanza è fonte di responsabilità civile (per la quale il legale rappresentante del minore può agire in via risarcitoria) e, in determinate condizioni, penale;
    2. la Forza pubblica richiesta dell’ assistenza è tenuta a prestarla in supporto all’ attività esecutiva diretta dal Servizio Sociale, ove vi siano ragioni di temere situazioni di pericolo per l’ incolumità delle persone o di resistenza attiva da parte del destinatario del provvedimento o di terzi, nonché, autonomamente, agli effetti dell’ interruzione di eventuali reati ai sensi dell’ art. 55 cod.proc.pen.;
    3. devono ritenersi applicabili i criteri esecutivi che informano l’ attività di soccorso e di repressione e interruzione dei reati, tenendo presente che si verte nel caso di specie in situazioni di pericolo (accertato o anche solo temuto in pendenza di istruttorie) per l’ integrità fisica o psichica di persone incapaci, come tali definite per provvedimento giurisdizionale e da ritenersi sussistenti sino a revoca o sospensione del provvedimento;
    4. ogni questione esecutiva (ossia concernente le modalità dell’ azione esecutiva) è rimessa alle valutazioni degli operatori secondo le rispettive competenze funzionali e tecniche. Rientra nella discrezionalità tecnica del Servizio Sociale valutare l’opportunità di richiedere l’assistenza di operatori dell’area sanitaria.
    Il presente provvedimento deve essere comunicato alle autorità consolari del Regno Unito e dell’Australia ai sensi dell’art. 37 co.2 della convenzione di Vienna del 1963, anche al fine di una eventuale collaborazione volta a identificare risorse familiari disponibili a supplire alle carenze genitoriali.
    Per questi motivi il Tribunale -visto l’art. 473-bis.22 cod.proc.civ.:
    1. -sospende la responsabilità genitoriale di Trevallion Nathan e Birmingham Catherine nei confronti dei figli minori;
    2. -nomina tutore provvisorio dei minori l’ avv. Maria Luisa Palladino (foro di Vasto);
    3. -ordina l’allontanamento dei minori dalla dimora familiare e il loro collocamento in casa-famiglia;
    4. -incarica il Servizio Sociale affidatario di dirigere l’esecuzione dell’ordine di allontanamento dei minori, di assicurare loro adeguato sostegno psicologico e di disciplinare la frequentazione tra genitori e figli, tenuto conto di quanto indicato in motivazione;
    5. -autorizza l’esecuzione dell’ordine di allontanamento con l’assistenza della forza pubblica, con le modalità indicate in motivazione.
    Manda la cancelleria di comunicare il presente provvedimento alle autorità consolari del Regno Unito e dell’Australia ai sensi dell’art. 37 co.2 della convenzione di Vienna del 1963. Manda la cancelleria di trasmettere copia del presente provvedimento al giudice tutelare presso il Tribunale di Vasto. Si comunichi alle parti costituite, al tutore e al Servizio Sociale del Comune di Palmoli.

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      1. Magari fare un corso in una associazione micologica visto che l’homeschooling in questo settore non si rivelato molto efficace.
        A parte gli scherzi, conoscere i funghi non è uno scherzo. Ho frequentato qualche corso ed è un casino assurdo. E poi ci stanno anche casi border line in cui certi funghi non si sa bene se e quanto siano commestibili e la sensibilità individuale diversa verso certi funghi.

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      2. Ecco un paio di aneddoti usciti su un tabloid inglese, di cui però non garantisco l’autenticità.

        Pare che il padre sia uno chef e conosca bene i funghi, ma un giorno uno dei figli più giovani, Galorian di solo 4 anni, ha raccolto alcuni funghi velenosi e li ha lasciati sul tavolo della cucina, quindi la madre pensando li avesse portati il marito li ha cucinati. E questa è sfiga.

        Si mormora inoltre che il casolare in cui vivono disponesse di acqua corrente proveniente dall’acquedotto, ma la famiglia vi ha rinunciato per timore delle “microplastiche” e ora usa solo l’acqua del loro pozzo.
        E questa è idiozia, perché anche se non la bevi puoi lo stesso usarla per lavarti.

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      1. Microplastiche o no 😉 se uno ha la fortuna di disporre di acqua alternativa non ci vedo niente di male a mandare a cagare l’acquedotto comunale.

        La mia è una visione di parte, ma vivo da 20 anni ormai nella casa che mi sono costruito e non dispongo di nessuna utenza di rete tranne quella elettrica. Niente gas, niente acqua, niente linea fissa, niente allaccio in fogna. E sto come un pascià.

        Meno roba hai, meno canoni paghi, meno sei “ricattabile”. Certo, se va via la corrente sono fottuto, ma almeno è l’unica “bolletta” che devo tenere d’occhio.

        Come faccio? (Non te ne frega un cazzo, lo so, ma non vedo l’ora di dirlo 😉 )

        Pannelli fotovoltaici per ridurre i consumi e boiler solare per preriscaldare l’acqua che poi va allo scaldabagno elettrico già calda (d’estate quello elettrico manco serve);

        Pozzo che intercetta una falda pulita a 30 metri di profondità: sempre pieno quasi fino all’orlo, in certi momenti devo aprire uno sfiato per far uscire l’acqua di troppo se no me la ritrovo in casa;

        Impianto che alimenta i fuochi del piano cottura che arriva in un casotto esterno dove piazzo una bella bombola di GPL: con una normale da 15kg che movimenti a mano ci cucino per tre mesi (35 Euri al prezzo attuale del GPL)

        Modem-Router Wi-Fi con scheda solo dati 5G: ci connetto tutta casa oltre alle videocamere esterne, la TV e qualche altro cazzetto domotico. Banda in media 30gigabit in download, quasi meglio della fibra. Posto che tanto dove sto io non arriva nemmeno la Telecom coi cavi. Scelta obbligata.

        Per finire, enorme fossa Imhoff autocostruita in fondo al giardino dove confluiscono tutti gli scarichi e la merda sparisce come per magia. Quella un paio di volte l’anno la devo pulire ma vabbè, tanto è merda di famiglia. 😉

        Adesso ti starai chiedendo: “ma casa tua ce l’ha l’abitabilità?

        No. E chiedimi se me ne frega un cazzo 😀 😀 😀

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      2. Un’idea ce l’ho 😉

        La cosa bella è che bastano cinque minuti e all’odore ti abitui, mentre il calore rimane. Quello che mi frega è che non ho abbastanza spazio, altrimenti non dico due mucche ma almeno un paio di caprette me le terrei volentieri.

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  10. Io non sono così tranchant, se i giudici hanno deciso per l’allontanamento è perché sussistono seri problemi per la crescita dei bambini. Mio padre quando era piccolo dormiva in un unico lettone con i suoi fratelli e sorelle in una camera gelida, ma per fortuna quei tempi sono passati e rivangarli è inutile, ora grazie al cielo si può vivere in un ambiente sano e confortevole anche in alta montagna o in mezzo ad un bosco. Come si legge nella sentenza pubblicata sopra i bambini vivano in casolare a rischio crollo, senza riscaldamento, senza gabinetto né adeguate condizioni igieniche. Per non parlare dell’istruzione praticamente assente e della mancanza di amici. Non erano vaccinati, neppure per le vaccinazioni obbligatorie e non sapevano interagire con gli altri bambini. Dire che esistono realtà peggiori non serve a niente, qui si sta parlando di questa famiglia, non di altre e fare di tutta un’erba un fascio confonde solo le cose. Leggendo la sentenza ne traggo l’opinione che la misura estrema dell’allontanamento è stato necessario. Sorvolo sulla trasmissione “Le Jene” che a mio parere andrebbe chiusa e che continua a fare danno, purtroppo i genitori si sono fidati di pseudo giornalisti senza scrupoli danneggiando la loro causa, quando si tratta di bambini mettere tutto in piazza può essere controproducente e certa televisione non si fa scrupolo alcuno pur di avere lo scoop. Un’altra pessima pagina della nostra tv ed è l’ennesima conferma della bontà della mia decisione di non guardare le reti Fininvest.

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    1. Il buon senso consiglia di non dar mai retta agli sconosciuti in genere. Ma se lo sconosciuto che ti avvicina in un momento di difficoltà appartiene alla categoria degli avvocati o a quella dei giornalisti (soprattutto televisivi), dovresti alzare immediatamente un muro insormontabile coronato da filo spinato doppio elettrificato.

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  11. non so nulla sulla loro reale esistenza nè chi sono i proprietari del bosco e della casa, comunque oggi è dura sopravvivere senza un lavoro onesto o disonesto molto più dura di cento anni orsono quando mia nonna gestiva sette figli e sette ettari di terreno a mezzadria e si riteneva fortunata rispetto ai manovali che ogni tanto prendeva per vangare la vigna, tanto da offrire a quei mortidifame anche un piatto di minestra, magari questi migranti australiani hanno un mucchio di sordi ed amano vivere nei boschi senza pensieri dell’oggi e del domani, boh, ma chi vivrà vedrà

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  12. … non ho sufficienti elementi per giudicare: non posseggo apparecchio TV . Dunque non so come venga presentato il caso dai media. Leggo soltanto pareri e notizie pubblicate da blogger o qualche articolo di giornale letto per caso.
    Per quel poco che mi è dato sapere, posso soltanto pensare che si stia facendo un gran polverone su un caso molto particolare che meriterebbe magari un po’ più di silenzio e riflessione, soprattutto: meno esposizione mediatica e conseguenti giudizi prodotti a pelle.

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  13. Anche io sono totalmente dalla parte di quella famiglia, che non ha infranto alcuna legge e non ha fatto del male a nessuno.
    Sono sorpreso che qualcuno possa commentare negativamente la loro vita agreste, dato che i nostri nonni/bisnonni vivevano più o meno allo stesso modo, senza elettricità, senza WC e con il solo sostentamento di quando offerto dalla natura (orti, campi, allevamento).

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