Storie di provincia. Il cinema che chiude e il proprietario dice che è colpa dell’affitto troppo caro. Il proprietario dei muri s’incazza con la giornalista e col pirla del proprietario del cinema.

Qualche settimana su un quotidiano locale è uscita la notizia che l’ultimo cinema di Chiavari, siamo nel levante ligure avrebbe chiuso.

Chiavari non è un paesino è la cittadina più grande della zona quasi 30 mila persone.

Da ragazzo c’erano almeno a mio ricordo 5 cinema, compreso quello porno.

Quando qualche anno fa aveva chiuso il cinema ma anche teatro Cantero era stato un vero dispiacere per tutti. Ma per rimetterlo a posto ci sarebbe voluti troppi soldi e un privato con solo gli incassi del cinema o della stagione teatrale non ce l’avrebbe fatta.

Promesse fatte dai vari politici e da privati alla fine il Cantero è bello chiuso.

E’ rimasto solo il Mignon

Come ben capite un’altra cosa.

Ma essendo più piccolo e fatto solo per il cinema più facile da gestire.

In tutta la riviera del levante se non sbaglio sono rimasti si o no 5 cinema che proiettano tra l’altro contemporaneamente lo stesso film.

La gente non va più al cinema facciamone una ragione. Tutti abbonati alle tv private si vedono tranquillamente i film appena usciti a casa.

Ma arriviamo alla nostra storia provinciale

Qualche settimana fa un giornale locale è uscito con la notizia che avrebbe chiuso anche l’ultimo cinema di Chiavari. Troppi i costi e l’aumento dell’affitto del locale era la botta finale.

Quindi nell’aprile 2026 ci sarebbe stata la chiusura e la colpa era l’aumento dell’affitto e anche ma in minima parte del fatto che nessuno va più al cinema.

Indignazione di tutti, soprattutto di quelli che non vanno al cinema. Non potevano più dire ” No non è voglia di andare al cinema fanno solo film brutti”

Continua…..

Andate al cinema o vi siete abbonati anche voi a qualche tv privata ?

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32 pensieri riguardo “Storie di provincia. Il cinema che chiude e il proprietario dice che è colpa dell’affitto troppo caro. Il proprietario dei muri s’incazza con la giornalista e col pirla del proprietario del cinema.

  1. A me è sempre piaciuto molto il Cinema. A Roma ne hanno chiusi parecchi.
    Qui vicino, un multisala aveva chiuso i battenti nel periodo del Covid, lo hanno riaperto. Completamente nuovo, con aumento del costo del biglietto.
    Ogni tanto ci piace andarci.

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  2. Vicino al mio paese c’è una multisala ma, a parte il costo del biglietto e i film solo da botteghino ripetuti in molte sale, io non riesco più a sopportare l’aggressività dei suoni e delle immagini. Con i miei problemi di udito i suoni troppo aggressivi mi uccidono.

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  3. Ci sarebbe tanta varietà: in ogni festival c’è il film sulla immigrazione, il film sugli asterischi e quello sulla mafia. Poi c’è Emilia Perez che è un film bivalente. Io invece & purtroppo sono rimasto all’idea di Truffaut.

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  4. A mio modesto parere la morte dei cinematografi è stata quando hanno abolito i cinema d’essai. In questi ultimi anni, per diversi e gravi motivi non ho potuto più frequentare le sale. Ma posso dire di averci vissuto i migliori anni della mia vita. E potessi ci passerei ancora le mie serate e i pomeriggi. Perché un film trova il suo senso primo in una grande sala al buio e nella solitudine dello spettatore di fronte alla storia che scorre davanti ai suoi occhi.
    Buonasera

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  5. Qui a Como stranamente oltre ai multisala che fanno gli stessi film sono rimasti due cinema vecchio stampo, uno legato all’Arci e l’altro ad una parrocchia. Fanno dei bellissimi film e delle belle rassegne; per diversi anni sono andato, ora vado sporadicamente perché ho troppi impegni (e soprattutto sto invecchiando). Niente TV private, al massimo guardo raiplay che ha un discreto catalogo di film e serie. Soprattutto è comodo per rivedere i programmi senza pubblicità e a un’ora civile (oggi la prima serata inizia minimo alle 9:40, ma la gente il giorno dopo non lavora?). Comunque i cinema che ti dicevo periodicamente sono alla ricerca di soldi, gli adempimenti per mettersi a norma diventano sempre più pesanti, è anche giusto ma senza aiuti tirare avanti è dura. Ogni tanto riescono a prendere qualcosa da qualche bando, qualche volta progetti di qualche banca/fondazione, però sono sempre sul filo del rasoio, anche se a dire la verità sono frequentati, ma anche i costi sono tanti.

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      1. Fanno film nuovi; per un certo periodo erano rimasti chiusi tutti e due perché dovevano fare lavori, ma ora stanno avendo una buona risposta. Uno addirittura, quello più vicino al centro città, fa proiezioni sia pomeridiane che serali, con un bel programma. Al pomeriggio molto frequentato da pensionati, prezzo scontato.

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  6. Ho dei bellissimi ricordi legati al cinema (inteso come locale dove si proiettano pellicole), ma restano – per l’appunto – ricordi.

    Oggi come oggi penso che le “alternative” siano più appetibili: se mi muovo per ottenere un biglietto, salvo poche eccezioni, si tratta di un biglietto per uno spettacolo teatrale (una cosa che per sua natura non prevede “alternative”).

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  7. la vita evolve, magari in qualche paese africano ancora ci sono le sale cinematografiche di cui non mi importa nulla, perchè qui da me hanno chiuso tutti e per comprare il pane devo prender la maghena, per fortuna che hanno ri_aperto una farmacia dopo tante lamentele, però dei 3 medici di famiglia di una volta ora non ce n’è più nessuno e anche per loro serve la maghena

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  8. vado al cinema, poco purtroppo, pur avendo un multisala molto grande vicino.
    Di fatto, quando ci vado, le strade sono quasi vuote e questo mi mette molta tristezza. È vero a casa si sta più comodi e forse costa anche meno, ma al cinema puoi andarci anche con altre persone e condividere. 🌹🐈‍⬛

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  9. in Val Sederona c’è un cinema che ha in programmazione solo un certo genere di film che vanno molto di moda: il pratica sono delle monografie centrate su tormentoni televisivi, una specie d’inversione di ruoli. Nell’ultimo week end c’era in programmazione una monografia di genere horror: Le più brutte giacche di Amadeus …… avvincente!!! 🙂 🙂 🙂 🙂

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  10. Si, al cinema vado. Fino a pochi anni fa in un anno solare sfioravo i 40 film, ora meno, ma non perché mi piaccia meno, ma perché in casa abbiamo cambiato organizzazione, e sono “spuntati” impegni che prima non avevamo. Certo uso anche qualche (una) piattaforma, ma solo per film cui tengo meno: quelli “belli” secondo me vanno visti in sala, e se possibile in lingua originale. A Torino le sale sono calate, ma (sul totale) direi di un numero accettabile, 2 o 3: cosa è cambiato è che è praticamente sparito il primo spettacolo del pomeriggio.

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