Arringa a favore della donna toscana che ha investito (due volte, voleva essere sicura di avergli fatto male) il borseggiatore algerino che l’aveva appena rapinata con la minaccia di un coltello.

Le immagini sono chiare è evidente che la donna fosse particolarmente incazzata, e si sa mai fare incazzare una donna.

Ma vogliamo veramente condannare questa donna ?

Ora da embolista so che quando ti parte l’embolo poi è difficile fermarsi.

La donna era stata appena rapinata dall’algerino. Forte di essere un uomo e in più con un coltello, si era fatto dare la borsa dalla signora.

Quando l’ha rivisto con la sua borsa, sapete che le donne ci tengono alle borse, colta da un attimo d’incazzatura ha pensato giustamente di centrarlo in pieno con l’auto. Poi per essere sicura di avergli fatto abbastanza male, ha messo la retromarcia e ed è ripartita in avanti dandogli ancora una botticina.. Niente di esagerato.

Vogliamo condannarla per questo?

Il suo unico scopo era riprendersi la borsa come si vede perfettamente dalle immagini.

Non è che lo prende a calci, no, dopo averlo asfaltato sul marciapiede si limita a recuperare la sua borsa. Non lo insulta nemmeno.

Ora la signora toscana è incredibilmente in carcere, accusata di omicidio volontario.

Al massimo omicidio involontario, dove c’è scritto che se metti sotto uno con l’auto lo vuoi uccidere?

I soliti giustizialisti a senso unico diranno due volte l’ha messo sotto. Certo per essere sicura di recuperare la borsa senza rischio. L’aveva visto muoversi.

Ora perché l’algerino con vari precedenti fosse ancora in giro a rapinare persone questa è una domanda inutile da farsi. Dopo che arrivano in Italia è impossibile rispedirli in patria.

Comunque Per quanti furti avesse fatto non è che uno lo puoi ammazzare volontariamente, involontariamente si.

37 pensieri riguardo “Arringa a favore della donna toscana che ha investito (due volte, voleva essere sicura di avergli fatto male) il borseggiatore algerino che l’aveva appena rapinata con la minaccia di un coltello.

  1. Gia”.

    Ricordo quando a Milano mi strapparono la.catena al collo d’oro. Era un marocchino. La mia reazione alla paura e’ di attacco.

    D’istinto reagisco così.

    Ho urlato che.l’ avrei ammazzato se lo prendevo.

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  2. Quando un uomo con il coltello incontra una donna con la macchina, l’uomo con il coltello è un uomo morto“.

    A parte che sono contento, quello che colpisce è la freddezza della signora in questione: ha fatto tutto con calma, non c’è audio ma sono convinto che non stesse nemmeno parlando. Piano piano, l’ha sdraiato, è scesa, si è ripresa la borsa, è risalita e se ne è andata senza fretta. Al di là dell’evidenza dei fatti, temo che il tizio abbia veramente scelto la persona sbagliata per uno scippo.

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  3. Posso dire che sono contento che ce li toglieremo di torno entrambi? Secondo me non c’è troppa differenza tra vittima e carnefice. In realtà sono entrambi carnefici. Nessuno dei due è una vittima. Entrambi si sono cercati il destino che hanno o avranno. Magari finisse sempre così.

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  4. Ho visto il video:non l’ha investito solo 2 volte, ma 3. Per 3 volte ha fatto marcia indietro con la stessa freddezza d’un killer mafioso che prenda la mira e poi riparta per schiacciare il fetente che gli ha fatto l’affronto. Complimenti alla signora dall’istinto omicida così ben affilato. E complimenti a coloro hanno già stabilito di non trattarsi di omicidio volontario: si sa che la conoscenza del codice penale è diffusa e profonda sul web.
    Buongiorno

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    1. Certo che nel paese degli avvocati tutto può succedere. Le è slittata la frizione? Di sicuro le è saltata la brocca. I conoscenti diranno “è tanto una brava persona”, i condomini “è tanto gentile, per le scale saluta sempre”. La pubblicità dice “toccatemi tutto, ma non il mio Breil”, ecco, lei l’ha presa in parola.

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      1. Ssi che faccio fatica ad ironizzare su questa storia? Forse perché mi dà la misura dello stato di degrado umano a cui l’hanno ridotta decenni di cattiva politica da destra a sinistra: da destra per strumentalizzare l’immigrazione, da sinistra perché incapaci di proporre un progetto credibile di integrazione. Tanto che si è arrivati alla percezione di avere il diritto e di essere giustificati nelle pratiche più orrende. Dal gioielliere che esce fuiri dal suo negozio sparando come un forsennato e spara alle spalle dei rapinatori in fuga, col rischio serio di ammazzare dei passanti innocenti, in uni sorta di mucchio selvaggio; al tizio che si arma e spara a casaccio a tutti gli stranieri che vede in giro, dice per vendicare una ragazza che neanche conosce e nulla sa nel merito del fatto; per giungere a questa perla di follia in cui, per il furto di una borsa, una tizia insegue in macchina lo scippatore e non lo investe una sola volta, bensì 4,assicurandosi che sia ben morto. Ma non sono soli questi i fatti a preoccupare. Ancor più trovo inquietante il livello di moralità a cui è precipitata la destra tutta, pronta a giustificare o steumentalizzare anche i delitti più efferati, pur di abbassare la soglia di intolleranza pubblica. Non siamo molto lontani dai linciaggi sulla pubblica piazza. E quando ci arriveremo saremo qua a ironizzare ancora?

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      2. Lo ripeto non è per la borsa che l’ha ucciso
        Due volte l’ha messo sotto per la precisione.
        E’ come ti senti in quel momento.
        Rabbia, umiliazione, impotenza e tutte quelle sensazioni che ti fanno stare male e l’unica cosa che che vuoi è vendetta.
        Lo ripeto, ci sono passato e so che in quel momento le conseguenze del gesto non ti passano neanche per la mente,
        Certo che stando a casa seduti uno dice che non si fa, ma quando sei lì le cose son ben diverse
        Notte

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      3. (di Massimo Gramellini – corriere.it) – Il ministro dei Trasporti (forse per competenza, vista l’arma del delitto) è intervenuto sul caso della signora di Viareggio che ha investito un borseggiatore con la sua automobile, schiacciandolo contro una vetrina e poi passandogli sopra ben quattro volte.

        «Questo dramma», scrive Salvini ai suoi follower, «è la conseguenza di un crimine. Se l’uomo che ha perso la vita non fosse stato un delinquente, non sarebbe finita così. Voi cosa ne pensate?». Dal momento che me lo chiede, Signor Ministro, penso che ci mancherebbe ancora che la gente andasse in giro a investire i passanti per svago. Ovvio che la signora di Viareggio ha reagito a un’azione criminale: lo scippo della sua borsetta.

        Ma il punto che dovrebbe attirare la nostra attenzione, e magari anche la Sua, è che lo ha fatto in modo folle e sproporzionato. Certamente non giustificabile neanche con il clima di insicurezza che si respira per le strade e che peraltro spetterebbe ai governanti modificare, anziché limitarsi a denunciarlo come se fossero, loro sì, dei passanti qualsiasi. Qui siamo ben oltre la legge del taglione, che sanciva una sorta di par condicio: «occhio per occhio, dente per dente». Siamo al furto punito con sentenza di morte immediata, comminata ed eseguita dalla parte offesa come neanche nelle tribù preistoriche.

        Forse dovremmo cominciare a chiederci chi — con pensieri, parole, opere e omissioni — alimenta il serbatoio del rancore di tanti cittadini, persino di quelli in apparenza più miti. Lei cosa ne pensa?

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      4. Secondo me è proprio l’approccio alla storia che è sbagliato.
        C’è chi ci vuole vedere del politico.
        Ma guardalo solo come fatto in se.
        Un uomo minaccia una donna con un coltello e la deruba. La donna è chiaramente spaventata, arrabbiata e soprattutto impotente contro quello che gli sta accadendo. Lo rivede per strada con la sua borsa e fa una cosa che non si dovrebbe fare ma che può succedere se sei molto alterato e arrabbiato e lo mette sotto volontariamente. Un atto d’ira è quello che è.
        Se non fosse stata provocata nulla sarebbe successo.

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      5. Guarda che non ho letto da nessuna parte che lo scippatore avesse un coltello. Anzi ch’è una voce smentita dagli inquirenti che affermano di non avergli trovato in tasca nessuna arma. Altra cosa è che la donna si è fatta prestare un ombrello al ristorante che poi è tornata a restituire: mi dispiace, ma con tutta la buona volontà, non riesco a credere ad un gesto di rabbia incontrollata. So cosa vuol dire quel che tu intendi. Lo so per averlo provato in prima persona. Qualche vita fa abitavo in una mansarda. Un giorno sentivo dei rumori dietro la finestra chiusa. Ho aperto di colpo la veneziana e mi sono ritrovato un ragazzo ed una ragazza che stavano cercando di entrarmi in casa. Non fossero scappati via all’istante, avrei fatto di tutto per farli cadere giù a spiaccicarsi. La rabbia e la paura sono state forti per molto tempo. Ma non è lo stessa cosa. Questa signora si è messa in macchina con l’intento di trovare il ladro, l’ha cercato per un po’ di tempo. Quando l’ha visto l’ha investito con la freddezza di un killer. Dopo avere restituito l’ombrello, se ne è tornata a casa tranquillamente. Dimmi tu dove trovi paura e rabbia nel suo comportanento. Io quando mi è capitato quel tentativo di furto non ci ho dormito una settimana. Anche perché alla rabbia e alla paura si erano mischiati i sensi di colpa per aver solo pensato di potere ammazzare quei due ladruncoli.

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      6. Nemmeno io c’ero: le mie fonti sono la stampa, repubblica, il corriere, rai news24. Queste fonti ripetono che gli inquirenti non hanno trovato alcuna traccia di coltello.

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  5. Ci torno un attimo: è chiaro come il sole che si tratta di omicidio volontario. Non ci piove. L’avesse preso una volta sola non sarebbe cambiato nulla: magari non ci restava secco e allora era tentato omicidio. Ma sempre volontario, dato che l’ha puntato. Se è fortunata (con un bravo avvocato) riesce a non beccarsi l’aggravante della premeditazione, ma non le daranno nemmeno nessuna attenuante, quindi ci attestiamo sul reato semplice, così com’è da codice.

    Paradossalmente, se la tizia in questione fosse stata armata (sono sempre il solito, lo so 😉 ) e nel momento dell’aggressione con il coltello a scopo di rapina avesse tirato due botte fatte bene al malcapitato, le sarebbe andata molto ma molto meglio. Al massimo eccesso di legittima difesa, ma non è manco detto.

    Tutto ciò premesso, non riesco a dispiacermi per lo scippatore (cazzi suoi, se ne poteva stare a casa, se vivi pericolosamente accetti il rischio) e contestualmente confido che la signora abbia almeno dieci anni per riflettere sulle sue azioni (tanti se ne farà se incensurata).

    Chiosa personale: nessun oggetto, per quanto prezioso, vale la vita di una persona. Magari due tibie o un paio di femori spezzati si, ma la vita no.

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  6. è solo questione di fortuna, questa porella è stata sfortunata perchè è stata ripresa dalla telecamera, altrimenti avrebbe potuto riprendere a dormire tranquillamente dopo il trauma dello scippo e la giustizia fatta.

    Con NOI del PARTITO DEGLI UNDER 70.000 avrebbe avuto degli alleati, in quanto NOI viviamo tra la gente under e ci accorgiamo dei mutamenti che invece i codici scritti in altri tempi non considerano, specialmente i traumi aumentati tra i cittadini mortidifame ovvero gli under under

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  7. Io vi vedo degrado da parte di tutti e due , la violenza è sdoganata e l’igiene mentale molto trascurata.
    Anche io sono una che “ sbrocca” come diciamo a Roma , da sempre , rompo ogni cosa che mi trovo a portata , ad oggi non credo riuscirei a colpire un essere umano, fatta eccezione se tenessi per la mia vita o la vita di chi amo , non certo per la 👜 borsa.

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  8. Aggiornamento: se la dignora intendeva ammazzare lo scippatore perché convinta che in Italia non vi è certezza della pena, ecco che la dimostra lei stessa questa pecca della giustizia italiana. Infatti l’hanno già messa ai domiciliari. Dunque è assodato che in Italia si può investire ripetutamente un essere umano fino ad ammazzarlo. E il giorno dopo riposare tranquillamente nel proprio letto. Tanto era soltanto uno scippatore, un ladruncolo, spiantato, clandestino e pure algerino o forse marocchino, chissà cos’era, di certo adesso è più simile ad un hamburger.

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    1. Ho sentito, ci sarà un processo. Era incensurata e pare che se non gli rubi la borsa non sia così violenta. L’hanno messa a domiciliari col braccialetto in attesa degli eventi.
      Cerca di vedere la storia dalla parte di lei. Minacciata con un coltello derubata e via dicendo. Non è che prima di questo fatto andasse in giro a investire algerini per sport .
      La condanneranno sicuramente ( spero non tanto)
      Buona serata

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      1. Ma l’embolo è lo stesso che è partito qualche hanno fa ad un altro tizio:fermo in macchina al semaforo, ha avuto uno scambio verbale acceso con un ragazzo in motorino. Sta di fatto che lo ha inseguito ed investito in pieno con la macchina ammazzandolo.

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  9. Aldilà delle tue giuste considerazioni, il fatto dimostra in modo inequivocabile che la sicurezza in strada per le persone normali (non quelle che vivono in ztl per intenderci) semplicemente è inesistente. È diventata terra di conquista per predatori e, dato innegabile anche se censurato dai media, la presenza di immigrati pluripregiudicati (e impuniti) domina le stazioni ferroviarie e metropolitane. Pochi giorni fa uno studente di 19 anni arrivato a Milano per il test universitario è stato rapinato e massacrato di botte da tre marocchini clandestini, già noti alle Forze dell’ordine, con diversi precedenti per reati contro il patrimonio e soliti a colpire in gruppo vicino alle stazioni. Stesso copione per un ragazzo romano che andava a fare la chemio in ospedale e in metropolitana: pestato e rapinato dello zaino. Ogni giorno ci sono casi del genere ma la cronaca è esclusivamente locale, c’è una censura. Ovvio che non tutti gli immigrati sono delinquenti ma il problema è eclatante e negarlo è impossibile. Non vedo vie di uscita purtroppo . Buonagiornata

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