Chiunque conosca il titolo è pregato di farcelo sapere.
Trama
C’è un uomo adulto sui 30 40 anni che ha il cervello di un bambino poco intelligente.
Dei medici tra cui una dottoressa gnocca fanno un esperimento col nostro protagonista.
Ora cosa gli fanno non lo ricordo ma alla fine della storia conta un cazzo. Certo Raffa non avrebbe mai scritto un cazzo.
Il protagonista da scemo diventa intelligentissimo di più un genio assoluto e la dottoressa gliela da anche. Lo so lo so che Raffa non avrebbe mai scritto neanche sotto tortura che la dottoressa gliela da. Avrebbe scritto di relazione di sentimenti e altre balle varie.
L’uomo diventato un genio fa una scoperta sconvolgente, nel mezzo del film ci sono cose inutili tanto per fare almeno un’ora e venti circa di film.
Scopre che quello che gli è stato fatto per farlo diventare intelligente ha una durata limitata nel tempo e arriva alla conclusione che nelle 24 ore successive tornerà allo stato iniziale, un cervello di un bambino poco intelligente.
La scelta è cosa fare: accettare di ritornare deficiente o ammazzarsi ?
Il film finisce malissimo ve lo dico subito.
Il nostro protagonista sceglie di ritornare deficiente e nella scena finale c’è lui che va sull’altalena che ride e la dottoressa sconsolata che lo guarda di nascosto.
Grandissima recensione, chiaramente niente di paragonabile a quelle di Raffa.
Sono però sicuro che tutti ora vorrete vedere almeno una volta questo film chiaramente se solo sapeste il titolo.
Ma arriviamo al finale.
Chi mi segue sa di suocero che si è completamente rimbambito la demenza ha fatto il suo corso, ora non è più in grado di gestire neanche i suoi bisogni e si caga e si piscia addosso senza neanche accorgersene se non dopo il misfatto con tutte le conseguenze del caso. Pianti, bestemmie e maledizioni per come si è ridotto.
Lo stesso era successo a mio padre per non dire del mio migliore amico.
Tutti avevano detto prima che non avrebbero mai voluto trovarsi in quelle condizioni.
Certo nel film il protagonista sa che la scelta da fare tra vita o demenza dev’essere immediata senza nessun altra possibilità.
Nella realtà pensano che ci sia ancora tempo per decidere per poi trovarsi in balia degli eventi e senza più possibilità di scelta se non quella di patire fino in fondo la natura umana col decadimento del corpo e della mente e tutte la sue miserie.
Suocero ripete sempre ” voglio morire” il mio amico si rammaricava di non aver avuto il coraggio di essersi buttato giù dal terrazzo quando ne aveva ancora la capacità. Mio padre mai avrebbe voluto trovarsi nelle condizioni finali.
La domanda e d’obbligo se sapeste di avere 24 ore per decidere per la vostra vita, come nel film tra demenza o morte cosa scegliereste ?
Io senza dubbio la morte e voi ?
Lo so che il finale di questo pezzo non fa tanto ridere ma neanche suocero tutto pieno di merda fa ridere.
PS Chiedo scusa a Raffaella per averla usata come pretesto per questo pezzo.
TORNAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Morire…..aspettiamo la Raffa che è meglio ne’?😁
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Direi che mi hai brillantemente sostituito, se non mi sbrigo a tornare mi freghi il posto. Parlando seriamente, nessuno credo che vorrebbe finire i suoi giorni nella demenza o come un vegetale; il problema è che, a differenza del protagonista del tuo film (che cercherò di trovare perché mi intriga), non c’è mai un limite temporale nella scelta, per cui teoricamente ci si dovrebbe suicidare prima di essere nella condizione peggiore. E finché si sta bene, non si ha voglia di morire. Io sono contraria comunque, per principio, ma anche perché non si sa mai che venga fuori una cura. Ho letto proprio ieri che sembra ci siano nuove speranze per l’Alzheimer. Sperando che non sia un vaccino…
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Ciao, Raffa. Spero tu stia bene. 😊😘
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Ciao carissima, tutto bene, sono solo in mezzo a scatoloni da fare e da disfare. Un abbraccio 😘
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🥵 Solidarietà! A presto! 😊 🤗
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Mi sono sempre battuta affinchè l’eutanasia diventasse praticabile in italia legalmente . E fino a qualche anno fa ti avrei detto che avrei scelto di morire , ma ora non più.
La mia è una scelta ..animica , spirituale ? Non so , ma ora sento diversamente .
Comunque tu sei l’unico che io conosca , anche nel reale , capace di includere in un discorso sia la tragicità e il dolore della vita che la sua leggerezza…
p.s Sei ottimo come recensore , ma io preferisco Raffa .
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Partiamo dalla fine anch’io preferisco Raffa.
Grazie per quello che hai scritto.
Buona giornata
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lo penso davvero. nessuna piaggeria
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L’ invidia è un sentimento che non mi appartiene: da sempre la sostituisco con l’ ammirazione (in varie gradazioni). Quella che provo per te si avvicina ai livelli più alti e questo post le ha dato una bella spintarella. Non che ce ne fosse bisogno.
Ora, per risponderti trovo qualche difficoltà. Razionalmente e col senno di ora ti direi che preferirei senz’ altro la morte, però ci sono due però:
Però numero 1: esattamente come per l’invidia, il suicidio non rientra nella mia visione della vita. Non per questioni morali o (men che meno) religiose, dato che sono convinto che ognuno sia padrone della propria vita quindi non sindaco ne’ condanno chi vi ricorre. E’ solo che per me equivale a togliersi la possibilità di vedere la fine di un film per il quale abbiamo pagato il biglietto intero. In linea teorica, se mi trovassi intrappolato senza speranza ne’ via d’ uscita in un posto che sta bruciando rapidamente e rischiassi di fare la fine del pollo estrarrei la pistola e mi tirerei un colpo in testa, ma questo solo in linea teorica. In pratica è diverso, e questo ci porta al
Però numero 2: per come la vedo io, non si può teorizzare su nessuna circostanza finchè non ci si trova nella circostanza in questione. In altre parole anche se tendenzialmente sarei per firmare una disposizione tesa a “staccarmi la spina” qualora non ci fosse speranza, non lo farò perchè non so che cosa cazzo mi potrebbe passare per la testa in quel momento. Potrei essere talmente attaccato alla vita da trovare un modo di resistere lo stesso.
Al di là di questo, ovvio che potendo scegliere (ma chi può farlo ?) preferirei di gran lunga una morte improvvisa ad una preceduta da lunga e penosa malattia (e grazie al cazzo, aggiungo), ma non era quella la domanda, giusto ?
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P.S.: una soluzione egoistica, stronza e pesante ce l’ho. Individuare una persona che ragionevolmente abbia possibilità di sopravviverci e della quale ci fidiamo ciecamente (nel mio caso sarebbe la mia Signora) e delegare a priori a questa persona la scelta sul nostro destino. Però è una soluzione “di comodo” e appioppa troppe responsabilità a qualcuno che – se amiamo veramente – non si merita di vedersele accollare.
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Il problema che la demenza ti annulla piano piano e perdi tutto dai ricordi a sapere chi sei, sei solo un involucro che patisce. Certo per dolce consorte è suo padre e fa di tutto per tenerlo in vita nonostante la morte sarebbe la cosa migliore.
Quando sei in demenza non sei più un spettatore. Tutto è svanito od offuscato.
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La demenza l’ho vista quando ero piccola; abitavo in una casa dove vivevano 9 anziani…alcuni hanno avuto quel problema nell’ultima parte della loro vita, ma penso che nessuno di loro avrebbe voluto morire per quello. Noi ci occupavamo di loro… certo è che la dignità in certe situazioni è davvero difficile preservarla, ma molto dipende da chi ti sta accanto, da chi ti cura… il senso di vergogna lo si prova nei confronti degli altri. Gli altri fanno la differenza. L’atteggiamento, quello che fanno, come lo fanno, anche nelle situazioni peggiori, fa la differenza. Prove ardue, queste.
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La mia esperienza è diversa e mio padre alla fine si rifiutava di mangiare l’unico suo desiderio era di porre fine a quella condizione. Chiaramente parlo solo dell’ultimo periodo della malattia. I 9 mesi finali ce li saremmo risparmiati volentieri tutti lui per primo.
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Ho avuto un ictus in un periodo difficile della mia vita e se me lo avessero detto avrei sicuramente pensato che era meglio morire piuttosto che vivere come tutt’ oggi vivo, in realtà quando mi ci sono trovata ho fatto di tutto per sopravvivere. È incredibile l’ attaccamento che si ha verso la vita nelle situazioni più incredibili… detto questo credo che anche la demenza come una qualsiasi disabilità si possa affrontare, come dice Elena la differenza sta in come viene percepita soprattutto dagli altri…un saluto!
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Grazie per la tua testimonianza.
In realtà la demenza ti annulla non hai ricordi e non sai chi sei sei-
Buona giornata
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Ma guarda i dementi possono essere anche molto felici, sai…
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Dipende come ti prende la demenza….
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Scopri di essere malato di una grave malattia degenerativa.
Che fare?
Non è facile rispondere.
A parole moti possono dire “mi ammazzo”, ma la verità è che poi solo 1 su 1000 trova il coraggio di farlo.
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Hai ragione l’istinto di conversazione è più forte.
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Letto il libro da cui è tratto il film, si chiama “Fiori per Algernon”. Algernon era la cavia di laboratorio su cui era stato provato il procedimento di aumento dell’ intelligenza, e quando inizia a perdersi dentro al labirinto il protagonista capisce che anche i suoi giorni da genio sono contati. Molto triste comunque.
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Grazie per l’informazione.
Raffa ha trovato anche il film
Buona giornata
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Direi che come al solito sai affrontare argomenti pesanti con leggerezza e con lo humor che ti contraddistingue, questo mi è rimasto e non voglio pensare ad altro
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Grazie e buona giornata
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Come è ovvio, bisognerebbe (ma spero di no) trovarcisi. A freddo, direi che visto che non abbiamo figli, sarebbe meglio per me sparire, con un bel suicidio assistito: se la mia signora fosse ancora viva le eviterei di patire anni di sofferenze per me, e se fossi invece io rimasto da solo, eviterei di finire in una struttura nella più totale solitudine.
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Certo uno spera di non dovercisi mai trovare ma la il tipo di vita di oggi porta a questo.
Buona giornata
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credo che ci sia molta differenza se il malato è giovine od anziano ed i caporioni dovrebbero accontentare almeno la volontà degli anziani.
Mia mamma, il signore l’abbia in gloria, gran lavoratrice, robusta, più di 70 chili, rimasta vedova e con la badante ed il supporto di 3 figli, arrivata ai 90 anni finì sulla sedia a rotelle, sopportò altri 3 anni poi decise di lasciarci smettendo di mangiare, quando volò via avrà pesato una trentina di chili e non gravò i caporioni della spesa per il suicidio
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Anche mio padre alla fine si rifiutava di mangiare era diventato magrissimo.
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Credo di aver trovato il film di cui parli: si intitola I due mondi di Charlie, e l’ho visto tantissimi anni fa. Non ci sono attori famosi, ma il protagonista ha vinto l’Oscar per quella interpretazione.
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Grande Raffa
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🙂
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Si è lui ho guardato
Grandissima
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Io ci sono passata e non c’è niente da ridere. Sono situazioni da tamponare giorno per giorno, cercando di non uscirne pazzi. Più che un film, una tragedia
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Sembra quasi comico, bello
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Grazie
Buona giornata
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oh Santa Patata Vergine…
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Come Birbo Bicirossa ho pensato.anch’io. “Fiori per Algernon” (anni fa avevo visto il film “Un cuore semplice” basato sul. Libro di Daniel Keyes e con un meraviglioso Matthew Modine come protagonista).
Quanto alla tua domanda finale, io ho lottatoo tutta la vita per essere indipendente in tutto e ho sempre fatto della razionalità il mio farò esistenziale perciò, ora come ora, non accetterei l’idea della demenza e credo che preferirei morire. Che perdere il controllo della mia mente e del mio corpo. Magari cambierei idea se (speriamo di no) dovessi affrontare la situazione.
Buona giornata. 😊
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