Legge del mare, bagnini e mare mosso, e barconi.

Molti ma molti anni fa ero ancora ventenne, nel mio paese successe un avvenimento che riempì le cronache, un argomento che divise in due il giudizio delle persone.

Pomeriggio primi di giugno, mare mosso, pochi bagnanti, spiaggia libera, dei ragazzi decidono nonostante la bandiera rossa di fare il bagno. Il bagnino non ché proprietario dei bagni a fianco alla spiaggia libera interviene, e dici ai ragazzi di non fare il bagno,da qui una lite con i ragazzi che rispondono male al bagnino e incuranti del pericolo fanno il bagno.

Per chi non vive al mare, il mare in pochi minuti si può trasformare da agitato a mosso a molto mosso, la capitaneria di porto invia a tutti i bagni le previsioni, infatti immagino che vi sia capitato di vedere tirare su sdraio e ombrelloni nonostante il mare a voi non sembrasse così mosso, oppure entrare in acqua con un mare non particolarmente mosso, e poi magari fare fatica ad uscire. In linea di massima in queste circostanze i ragazzi del posto se non dietro autorizzazione dei bagnini evitano di fare il bagno, in questi casi spesso vale l’amicizia o lo conoscenza con i bagnini, per non metterli in difficoltà, se lo fai tu lo vogliono fare anche magari persone meno capaci.

Il mare da mosso era diventato poco dopo molto mosso, tutti i ragazzi erano riusciti a tornare a riva meno uno, a questo punto tutti si rivolgevano al bagnino per andare a salvare il ragazzo, compreso il padre del ragazzo che aveva assistito indifferente alla scena di prima. Il bagnino non si è buttato, si è limitato a chiamare la capitaneria di porto per mandare un imbarcazione di salvataggio.

Il ragazzo è morto, il bagnino è stato accusato di omissione di soccorso, in primo grado assolto, in secondo grado condannato poi non so…. Eviterò giudizi sui giudici, dirò solo che la cosa che funziona peggio in questo paese è la giustizia.

La domanda è cosa avrei fatto io nello stesso caso ? Avrei fatto lo stesso del bagnino, se tu decidi di mettere a repentaglio la tua vita , non puoi pretendere che gli altri mettano a repentaglio la propria per venirti a salvare, allora non fai il bagnino qualcuno mi potrà dire, infatti……

Lo stesso vale per i barconi, ma se io volontariamente mi metto in pericolo di vita, così per forza tu mi devi salvare, vale sempre la legge del mare ?

Secondo me no, soprattutto se c’è gente che diventa ricca dietro a questo gioco.

Detto questo, salviamo tutto il mondo dalla miseria, dalla povertà, dalla guerra, dalle pestilenze,cavallette e altro ci mancherebbe altro. Il mio: motto “tutti salvino tutti”

PS Al bagnino che conosco bene, ho sempre detto ” meglio una condanna ed essere vivi, che essere un eroe ed essere morti ” sorride amaro ma sorride.

Buon bagno a tutti e con la bandiera rossa evitate.

3 pensieri riguardo “Legge del mare, bagnini e mare mosso, e barconi.

  1. La guida con cui ho compiuto, ai miei bei tempi, le più belle arrampicate era il capo del Soccorso alpino di Valtournenche. Mi raccontò vicende di sconcertante stupidità, come per esempio la storia di un gruppo di ragazzi di una colonia estiva portati sul ghacciaio dal loro accompagnatore (un prete) senza equipaggiamento appropriato (molti indossavano solo maglietta, jeans e scarpe da ginnastica); poi, così come al mare, anche in montagna il tempo può cambiare con rapidità imprevedibile, una bella giornata di sole all’improvviso si trasforma in un incubo, ti rovescia addosso neve, vento gelido, lampi e tuoni, un attimo prima vedevi la stazione d’arrivo della funivia, ora ti trovi in mezzo a una nuvola temporalesca e non sai nemmeno da che parte girarti. Una tragedia sfiorata, quella volta.

    La storia dell’alpinismo ricorda fra l’altro il caso della parete nord dell’Eiger, nelle Alpi bernesi. Negli anni 1930 quella parete era diventata l’ossessione degli alpinisti, specialmente quelli mitteleuropei, cresciuti nel mito della Hitlerjugend. Dopo la morte di numerosi giovani che avevano tentato la scalata e si erano trovati senza poterlo prevedere in un autentico inferno di roccia e ghiaccio, la direzione delle guide alpine di Grindelwald (la stazione turistica più vicina alla montagna) emanò un comunicato con cui avvertiva che tutti coloro che intendevano avventurarsi sulla parete l’avrebbero fatto interamente a proprio rischio e pericolo, perché non sarebbe stata più autorizzata alcuna spedizione di soccorso. Molte guide, intrrogate in proposito, dissero che nonostante questo avrebbero sempre cercato di fare il possibile per aiutare eventuali scalatori in pericolo, pur sapendo che questo comportamento sarebbe costato loro multe e inibizioni da parte del direttivo.

    Comunque sia, continuo a vedere una certa differenza, non da poco, fra chi si mette più o meno consapevolmente in pericolo partendo da una condizione di assoluta tranquillità, e chi invece cercando di sfuggire alla morte o perlomeno a una vita penosa e difficile affronta i rischi di un viaggio in mare con mezzi di fortuna, con l’idea di trovare sull’altra sponda condizioni di vita migliori per sé e per i propri figli.

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    1. Certo ci mancherebbe. la mia domanda è se nei casi dei gommoni vale la legge del mare, se salgo volontariamente su un barcone, anzi pago per salire, e poi l’affondo perché tu mi devi aiutare per forza, ora con tutta la buona volontà c’è qualcosa che non mi quadra. Poi ripeto “tutti salviamo tutti”

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  2. Il problema è che ci si aspetta sempre che la cosa giusta la facciano gli altri tirandoci fuori dai casini in cui ci mettiamo. Sinceramente credo che, da regolamento, il bagnino dovesse intervenire o almeno provare a farlo.
    Personalmente la penso come te!

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